Sentenza n. 5994/2026 - Napoli, Sezione 3
per l'annullamento: - dell'ordinanza di demolizione del Comune di Boscotrecase n. 12 del 15 novembre 2022, notificata il 17 novembre 2022.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione del Comune di Boscotrecase n. 12 del 15 novembre 2022, notificata il 17 novembre 2022, relativa a opere abusive presso un immobile in via Casa Cirillo n. 251
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l’ordinanza di demolizione notificata al suo dante causa, deceduto il 24 novembre 2022, pochi giorni dopo la notifica e prima della scadenza del termine di 90 giorni per eseguire il ripristino. Ha dedotto plurime censure di violazione di legge ed eccesso di potere, senza che il testo ne specifichi ulteriormente il contenuto. Il ricorso è stato notificato il 16 gennaio 2023 e depositato il 5 febbraio successivo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse attuale, ai sensi dell’art. 100 c.p.a. L’ordine impugnato era stato notificato al dante causa, il quale è deceduto prima che maturasse il termine di 90 giorni; pertanto non si è verificata un’inottemperanza a lui imputabile né si sono prodotti gli effetti afflittivi collegati, compresa l’acquisizione gratuita dell’immobile e dell’area di sedime al patrimonio comunale. L’obbligo di ripristino ha natura reale e si trasmette agli eredi o aventi causa, ma, in assenza di inottemperanza imputabile al dante causa, l’ordine deve essere nuovamente notificato ai proprietari subentrati, così da consentire loro di adempiere prima dell’esecuzione coattiva. Poiché tale nuovo ordine non era stato emesso, l’ordinanza impugnata era inefficace nei confronti della ricorrente e non le arrecava un pregiudizio attuale direttamente conseguente. Comune non costituito; nulla sulle spese.
Norme richiamate
In materia di illeciti edilizi, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi e della relativa area di sedime si configura quale conseguenza automatica della mancata esecuzione della demolizione, che si verifica ope legis a seguito dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione dopo il decorso di novanta giorni dalla sua notifica.
L’acquisizione gratuita consegue all’inottemperanza all’ordine dopo il decorso di 90 giorni dalla notifica; la sua natura afflittiva richiede che l’omissione sia imputabile al destinatario.
L’inefficacia dell’ordinanza impugnata per la ricorrente e la necessità, per quanto esposto, di tale rinnovazione esclude in radice la sussistenza di un interesse attuale all’impugnativa ai sensi dell’art. 100 c.p.a., mancando un pregiudizio direttamente conseguente all’atto impugnato per la ricorrente.
L’interesse all’impugnazione manca quando l’atto notificato al dante causa, deceduto prima della scadenza del termine per adempiere, non è efficace verso l’erede o avente causa e l’amministrazione deve notificare a quest’ultimo un nuovo ordine.
Massime di principio
- L’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo e dell’area di sedime, conseguente alla mancata esecuzione dell’ordine di demolizione dopo 90 giorni dalla notifica, ha natura afflittiva e presuppone l’imputabilità dell’inottemperanza al destinatario dell’ordine.
- Se il destinatario dell’ordine di demolizione muore prima della scadenza del termine assegnato per adempiere, non si configura un’inottemperanza a lui imputabile e non si producono le conseguenze afflittive collegate alla mancata demolizione.
- L’obbligo reale di ripristino si trasmette agli eredi e agli aventi causa; quando però il dante causa è deceduto prima della scadenza del termine per adempiere, l’amministrazione deve notificare ai proprietari subentrati un nuovo ordine di demolizione, consentendo loro di conformarsi prima dell’esecuzione coattiva.
- Manca l’interesse attuale a impugnare l’ordine notificato al dante causa quando, per il decesso intervenuto prima della scadenza del termine e in assenza di un nuovo ordine notificato agli eredi o aventi causa, l’atto non produce nei loro confronti un pregiudizio diretto.
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