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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-1129/23

Judgment of the General Court (Second Chamber) of 10 December 2025. — Intel Corporation Inc. v European Commission. — Competition – Abuse of dominant position – Microprocessors market – Decision finding an infringement of Article 102 TFEU and Article 54 of the EEA Agreement – ‘Naked’ restrictions – Consequences of the annulment in part of an earlier decision – Nature of the infringement – Amount of the fine – 2006 Guidelines on the method of setting fines – Proportionality – Whether appropriate – Unlimited jurisdiction. — Case T-1129/23

Giurisprudenza europea62023TJ1129

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale conferma in larga misura la decisione della Commissione adottata nel 2023 per ricalcolare la sanzione inflitta a Intel in relazione alle sole "naked restrictions" rimaste dopo l’annullamento parziale della vecchia decisione del 2009. Respinge le censure di difetto di motivazione, violazione dei diritti di difesa, mancata notifica di una nuova comunicazione degli addebiti, carenza di competenza e sproporzione della multa. In esercizio della giurisdizione estesa, però, riduce l’ammenda da EUR 376.358.000 a EUR 237.105.540, ritenendo opportuno valorizzare maggiormente la minore durata e il limitato ambito materiale delle condotte residue.

Abuso di posizione dominante nel mercato dei microprocessori: legittimità della nuova decisione della Commissione e rideterminazione della sanzione dopo l’annullamento parziale della decisione Intel del 2009.

La questione giuridica

Se, a seguito dell’annullamento parziale della precedente decisione Intel del 2009, la Commissione potesse limitarsi a ricalcolare la multa per le sole "naked restrictions" senza riaprire l’istruttoria o adottare una nuova comunicazione degli addebiti; se la decisione del 2023 fosse sufficientemente motivata e rispettasse i diritti di difesa; se la Commissione avesse correttamente determinato la base di calcolo e, in ogni caso, se l’importo della sanzione fosse proporzionato ovvero dovesse essere ridotto nell’esercizio della giurisdizione estesa del Tribunale.

Principio di diritto

Dopo l’annullamento parziale della decisione del 2009, la Commissione poteva adottare una nuova decisione limitata alla rideterminazione della multa riferita alle sole condotte rimaste definitivamente accertate, senza dover nuovamente dimostrare la propria competenza né notificare una nuova comunicazione degli addebiti; la decisione era sufficientemente motivata e non ha violato i diritti di difesa. Tuttavia, nell’esercizio della propria giurisdizione estesa, il Tribunale ha ritenuto che l’importo di EUR 376.358.000 non fosse il più appropriato alla luce della più limitata estensione temporale e materiale delle condotte residuate e lo ha ridotto a EUR 237.105.540.

Norme richiamate

  • Articolo 102 TFUE
  • Articolo 54 dell’Accordo SEE
  • Articolo 261 TFUE
  • Articolo 263 TFUE
  • Articolo 266 TFUE
  • Regolamento (CE) n. 1/2003
  • Articolo 23, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1/2003
  • Articolo 31 del regolamento (CE) n. 1/2003
  • Regolamento (CE) n. 773/2004
  • Articolo 296 TFUE
  • Linee guida del 2006 sul metodo di determinazione delle ammende
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

Abuso di posizione dominante nel mercato dei microprocessori: nuova decisione sanzionatoria e rideterminazione della multa

La pronuncia riguarda il ricorso di Intel Corporation Inc. contro la decisione della Commissione del 22 settembre 2023 adottata nel procedimento AT.37990 – Intel. Il Tribunale esamina gli effetti dell’annullamento parziale della precedente decisione del 2009 e la possibilità per la Commissione di ricalcolare la sola sanzione relativa alle condotte rimaste definitivamente accertate.

Fatti e svolgimento del procedimento

La Commissione aveva inizialmente ritenuto che Intel avesse posto in essere, tra ottobre 2002 e dicembre 2007, un’infrazione unica e շարունակativa dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’Accordo SEE, articolata in otto comportamenti. Tra questi, tre riguardavano le cosiddette "naked restrictions", ossia pagamenti condizionati a HP, Acer e Lenovo affinché cancellassero o rinviassero il lancio di computer con CPU AMD o ne limitassero la commercializzazione.

Nel 2022 il Tribunale aveva annullato in parte la decisione del 2009, e nel 2024 la Corte di giustizia aveva respinto l’impugnazione della Commissione. La Commissione, prima ancora di tale sentenza, aveva adottato la nuova decisione del 2023, limitandosi alle tre condotte residue e fissando una nuova ammenda di EUR 376.358.000.

Domande giuridiche esaminate

Intel contestava:

  • la competenza della Commissione a fondare la nuova decisione sulle naked restrictions relative ad Acer e Lenovo;
  • l’insufficienza della motivazione;
  • la necessità di una nuova comunicazione degli addebiti;
  • la violazione dei diritti di difesa;
  • la sproporzione e l’illegittimità dell’importo della multa.

La ricorrente chiedeva inoltre la riduzione della sanzione nell’ambito della giurisdizione estesa del Tribunale.

Questioni di res judicata e competenza della Commissione

Il Tribunale rileva che la parte della decisione del 2009 rimasta in piedi era divenuta definitiva, compresa la constatazione dell’infrazione relativa alle naked restrictions e la questione della competenza della Commissione a constatarla. Poiché il giudizio del 2022 e il successivo giudizio della Corte del 2024 non avevano rimesso in discussione tali punti, la Commissione non doveva riaccertare la propria competenza nella decisione del 2023.

Il Tribunale aggiunge che Intel aveva peraltro rinunciato, nei precedenti gradi di giudizio, a talune censure sulla competenza. Ne consegue il rigetto del motivo relativo alla pretesa carenza di giurisdizione, anche con riferimento ad Acer e Lenovo.

Motivazione della decisione e diritti di difesa

Quanto al difetto di motivazione, il Tribunale osserva che la censura di Intel presupponeva erroneamente l’esistenza di una nuova infrazione unica e continuata. In realtà, la Commissione aveva soltanto rideterminato la multa per l’infrazione già definitivamente accertata in relazione alle naked restrictions.

La motivazione è ritenuta sufficiente perché la decisione del 2023, letta nel suo contesto, spiegava:

  • il precedente svolgimento del contenzioso;
  • la base giuridica della nuova sanzione;
  • la metodologia di calcolo;
  • le ragioni per cui operava la res judicata.

Analogo esito per la censura sui diritti di difesa: il Tribunale ritiene sufficiente la lettera del 2 maggio 2023, con cui la Commissione aveva annunciato l’intenzione di adottare una nuova decisione e aveva illustrato in dettaglio il metodo di calcolo della multa, concedendo inoltre a Intel un termine adeguato per presentare osservazioni, poi effettivamente svolte con lettera del 26 giugno 2023. Non essendo necessaria una nuova comunicazione degli addebiti, non era neppure dovuta una nuova audizione ai sensi dell’articolo 12 del regolamento n. 773/2004.

Proporzionalità e metodo di calcolo della multa

Nel respingere la censura di sproporzione, il Tribunale ricostruisce il metodo seguito dalla Commissione:

  • base del calcolo riferita al valore delle vendite di CPU x86 nell’ultimo anno rilevante, cioè il 2006, con esclusione delle vendite di server;
  • percentuale di gravità ridotta dal 5% al 4%;
  • moltiplicatore della durata ridotto da 5,5 a 3,16, in ragione del solo periodo residuo dell’infrazione, da novembre 2002 a dicembre 2006;
  • assenza di un importo supplementare per la deterrenza;
  • assenza di ulteriori aggiustamenti per circostanze aggravanti o attenuanti.

Il Tribunale ritiene che la Commissione abbia correttamente applicato l’articolo 23, paragrafi 2 e 3, del regolamento n. 1/2003 e le linee guida del 2006. Respinge anche le obiezioni relative al valore delle vendite, chiarendo che, ai fini del punto 13 delle linee guida, è legittimo prendere in considerazione le vendite sul mercato interessato nell’Unione/SEE senza dover dimostrare che ogni singola vendita sia stata effettivamente influenzata dalla condotta illecita, purché non si includano vendite del tutto estranee all’infrazione.

Vengono inoltre respinte le doglianze fondate sulla durata dei procedimenti amministrativi e giudiziari: eventuali violazioni del termine ragionevole non comportano, di per sé, la riduzione o l’annullamento della multa, essendo invece tutelabili tramite azioni risarcitorie.

Giurisdizione estesa e riduzione della sanzione

Pur confermando la legittimità della decisione impugnata, il Tribunale esercita la propria giurisdizione estesa ai sensi dell’articolo 261 TFUE e dell’articolo 31 del regolamento n. 1/2003. Ricorda che può sostituire la propria valutazione a quella della Commissione nell’ammontare della sanzione, tenendo conto di tutte le circostanze di fatto rilevanti.

In questa prospettiva, il Tribunale considera che la Commissione abbia dato un peso non sufficientemente calibrato a due elementi:

  • il divario di 12 mesi tra le naked restrictions riferite a HP e quelle riferite a Lenovo;
  • la dimensione relativamente modesta del numero di computer interessati.

Di conseguenza, ritiene opportuno ridurre del 37% l’importo fissato nella decisione del 2023, portandolo a EUR 237.105.540.

Dispositivo e rilievi pratici

Il Tribunale:

  • varia l’articolo 1 della decisione della Commissione, fissando la multa in EUR 237.105.540;
  • respinge il ricorso per il resto;
  • condanna la Commissione a sopportare le proprie spese e metà di quelle di Intel.

Per i professionisti, la sentenza conferma il forte rilievo della res judicata nelle vicende antitrust complesse e ribadisce che la Commissione può limitarsi a una rideterminazione della sanzione quando sopravvive una parte dell’infrazione definitivamente accertata. Al tempo stesso, la pronuncia mostra che la giurisdizione estesa del Tribunale può condurre a un’ulteriore correzione equitativa dell’ammenda, anche quando la decisione della Commissione supera il vaglio di legittimità.

Come è indicizzato

Materieconcorrenzaabuso di posizione dominanteammende antitrustdiritti di difesagiurisdizione estesa del tribunale

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