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Sentenza

Sentenza n. 208/2026 - Latina, Sezione 1

per l’annullamento - quanto al ricorso introduttivo, del silenzio-inadempimento serbato dall’amministrazione sulla diffida dell’8 settembre 2016, notificata il successivo giorno 14, volta a chiedere l’esecuzione dell’ordinanza dirigenziale n. 328 del 7 ottobre 2008, mediante rimozione delle opere abusive ivi indicate e poste in essere dal controinteressato; - quanto ai motivi aggiunti, della nota prot. n. 2789 del 19 gennaio 2017, pervenuta il successivo giorno 26, con la quale è stata dichiarata ammissibile la d.i.a. a sanatoria prot. n. 49047, prat. n. 8133, dell’8 novembre 2016, nella parte relativa al terrapieno e ai suoi muri di sostegno per la realizzazione di un’area a parcheggio, nonché di ogni ulteriore atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa201600798

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Silenzio-inadempimento sull’istanza di esecuzione di un’ordinanza di demolizione e, con motivi aggiunti, nota comunale ritenuta ammissibile una DIA a sanatoria relativa a un terrapieno, ai muri di sostegno e a una rampa destinati alla realizzazione di un’area a parcheggio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un fondo confinante, ha chiesto al Comune di dare esecuzione a un’ordinanza di demolizione del 2008, emessa nei confronti del proprietario del fondo vicino per la realizzazione abusiva di una rampa pedonale in cemento armato e di un terrapieno con muri di sostegno, aventi altezza superiore a quella indicata nella DIA originaria. A fronte del silenzio dell’amministrazione sull’istanza e sulla successiva diffida, ha proposto ricorso avverso il silenzio-inadempimento. Nel corso del giudizio il controinteressato ha presentato una DIA per la sistemazione dell’area pertinenziale e la realizzazione di un pergolato; il Comune ha ritenuto ammissibile la DIA limitatamente all’area a parcheggio e alla rampa, escludendo il pergolato. Il ricorrente ha quindi impugnato con motivi aggiunti la nota comunale, deducendone l’illegittimità. Il controinteressato ha eccepito l’improcedibilità del ricorso introduttivo, per il venir meno dell’inerzia a seguito della presentazione e del consolidamento della DIA, e l’inammissibilità dei motivi aggiunti, poiché diretti contro un atto non provvedimentale e meramente confermativo. Il ricorrente ha inoltre chiesto il rinvio dell’udienza per un asserito malfunzionamento della piattaforma telematica, senza fornire prova dell’impedimento.

La decisione

Il Tribunale ha respinto l’istanza di rinvio, ritenendola generica e priva di prova: il malfunzionamento della piattaforma non era stato documentato e non aveva impedito il deposito dell’istanza stessa. Il ricorso introduttivo è stato dichiarato improcedibile, poiché la presentazione e il consolidamento della DIA hanno fatto venir meno il silenzio-inadempimento, legittimando a sanatoria le opere indicate; la successiva nota comunale ha confermato tale situazione. I motivi aggiunti sono stati dichiarati inammissibili per difetto di interesse. La DIA è stata qualificata come dichiarazione privata di intraprendere un’attività direttamente ammessa dalla legge, non come istanza che avvia un procedimento destinato a concludersi con un provvedimento tacito. Il terzo che si ritenga leso deve sollecitare i controlli dell’amministrazione e, in caso di inerzia, proporre l’azione avverso il silenzio-inadempimento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. La nota comunale, intervenuta dopo la scadenza del termine di trenta giorni per l’esercizio dei poteri inibitori, è stata ritenuta meramente confermativa, priva di autonoma lesività e non direttamente impugnabile. Il ricorrente non aveva sollecitato l’esercizio dell’autotutela né impugnato l’eventuale silenzio serbato su tale richiesta. Le spese sono state poste a carico del ricorrente in favore del controinteressato, liquidate in euro 2.000, oltre accessori; sono state compensate nei confronti del Comune, costituitosi solo formalmente.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    L’azione avverso il silenzio-inadempimento costituisce la forma di tutela del terzo che, dopo avere sollecitato i controlli dell’amministrazione sulla DIA, lamenti l’inerzia nell’esercizio dei poteri di verifica o di riesame.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • La presentazione e il consolidamento di una DIA, quando legittimano le opere denunciate, fanno venir meno il silenzio-inadempimento relativo a una precedente richiesta di esecuzione dell’ordinanza repressiva riferita alle medesime opere, determinando l’improcedibilità dell’azione per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La DIA costituisce una dichiarazione privata per l’avvio di un’attività direttamente ammessa dalla legge e non un’istanza di parte destinata a concludere un procedimento amministrativo mediante un provvedimento tacito.
  • Il terzo che si ritenga leso dalla presentazione di una DIA deve sollecitare i controlli dell’amministrazione e, in caso di inerzia, proporre l’azione avverso il silenzio-inadempimento; non può impugnare direttamente, come autonomamente lesiva, una successiva comunicazione meramente confermativa della legittimità dell’intervento, adottata dopo il consolidamento della DIA.
  • Una nota amministrativa meramente confermativa, priva di autonoma lesività, non è direttamente impugnabile; se il terzo intende contestare il mancato esercizio dell’autotutela, deve previamente sollecitare tale potere e impugnare l’eventuale silenzio dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSCIA e liberalizzazioniTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela del terzoAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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