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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43880/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza per mancato riconoscimento integrale della continuazione fra più sentenze comprese nel cumulo. Il ricorrente deduce che, poiché alcuni reati erano già stati riconosciuti in continuazione tra loro (es. n.1 con n.5 e n.1 con n.9), per proprietà transitiva la continuazione doveva essere riconosciuta altresì tra le sentenze n.7 e n.9 e tra queste e la n.10; contestava inoltre profili relativi alla quantificazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio della proprietà transitiva della continuazione: se A è in continuazione con B e B con C, allora A e C devono essere considerati in continuazione. Di conseguenza ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte in cui aveva parzialmente rigettato la domanda di applicazione della continuazione, rinviando il procedimento al Tribunale di Napoli per nuova decisione. Ha inoltre precisato che la pena dovrà essere unitariamente rideterminata per tutti i reati in continuazione, individuando come pena base la più elevata tra quelle concretamente inflitte per i singoli reati della serie. Il motivo aggiunto relativo alla quantificazione della pena è stato assorbito.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 1, n. 48580 (Lattarulo)

    17/10/2017, Rv. 271550-01

    Affermata la nozione di identità del disegno criminoso e la conseguente simmetria e proprietà transitiva della continuazione fra reati appartenenti alla stessa serie

  • Cass. Sez. 1, n. 16235 (Di Firmo)

    30/03/2010, Rv. 247482-01

    Conferma dei principi sulla transitività della continuazione e sull'effetto che l'identita del disegno criminoso produce nel collegare reati diversi come elementi della stessa sottoclasse

Massime di principio

  • La continuazione si basa sull'identità del disegno criminoso: se più reati sono espressione dello stesso progetto criminoso vanno considerati in continuazione.
  • La continuazione è transitiva: se reato A è in continuazione con B e B con C, allora anche A e C devono essere considerati in continuazione; il giudice non può limitarsi a riconoscere solo collegamenti parziali.
  • Se viene riconosciuta la continuazione fra una serie di reati la pena deve essere ricalcolata unitariamente: si prende come pena base la più elevata tra quelle inflitte per i singoli reati della serie e si procede alla determinazione complessiva secondo le regole applicabili.
  • In presenza di cumulo di sentenze occorre verificare i collegamenti fra tutte le sentenze interessate, anche quando alcuni collegamenti risultino già riconosciuti nei provvedimenti di cumulo.
  • In fase di impugnazione occorre documentare chiaramente l'esistenza del medesimo disegno criminoso (cronologia, modalità, finalità e coordinamento degli atti) per ottenere il riconoscimento della continuazione; se il giudice di merito rigetta soltanto in parte l'istanza, la Cassazione può annullare e rinviare perché applichi correttamente la proprietà transitiva.

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