Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9677/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva autorizzato, per sei mesi, il visto di controllo della corrispondenza del detenuto, delegando il Direttore della Casa circondariale di Rossano. Il ricorrente, tramite difensore, contestava la motivazione per contraddittorietà e travisamento della prova: sosteneva che l'aggressione richiamata dal provvedimento era avvenuta quando lui non era ancora detenuto a Rossano e che il sequestro del pacco a lui indirizzato era un episodio a sé stante la cui responsabilità non era ancora accertata, essendo il relativo procedimento in fase di indagini.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la legittimità del visto di controllo applicato per esigenze di sicurezza e ordine dell'istituto, fondandosi su elementi oggettivi: la situazione conflittuale interna (con aggressione collegata a lotte per egemonia), il rinvenimento di un pacco indirizzato al ricorrente contenente sostanza stupefacente e il sequestro, a carico del detenuto, di 30 involucri di stupefacente e di due telefoni cellulari. La Corte ha ritenuto congrua e lineare la motivazione del Tribunale di sorveglianza, ha escluso che le censure del ricorrente fossero autosufficienti e non ha ritenuto preclusiva la mera pendenza del procedimento relativo al sequestro. Ha quindi rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. (decisione del 14 dicembre 2023).

Norme richiamate

  • art. 18-ter, comma 3, ord. pen.

    il visto di controllo della corrispondenza può essere disposto dal giudice procedente, con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero o su proposta del direttore dell'istituto, "per esigenze attinenti le indagini o investigative o di prevenzione dei reati, ovvero per ragioni di sicurezza o di ordine dell'istituto"

    La norma autorizza il controllo della corrispondenza per esigenze investigative, di prevenzione o per ragioni di sicurezza/ordine; il giudice deve motivare la misura su fatti concreti. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che il sequestro di droga e i telefoni, unitamente alla situazione conflittuale interna, costituissero fatti concreti idonei a giustificare il visto di controllo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base per la condanna alle spese processuali; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il visto di controllo della corrispondenza può essere legittimamente disposto quando vi siano elementi concreti che configurino un rischio per la sicurezza o l'ordine dell'istituto (es. sequestro di droga, telefoni, scontri interni).
  • La pendenza di un procedimento penale autonomo non impedisce che fatti già accertati o comprovati (sequestro, ritrovamenti, elementi oggettivi) siano valutati per giustificare misure cautelari o di prevenzione interne.
  • Riferimenti a fonti confidenziali sono ammissibili se collegati e corroborati da elementi oggettivi: la Corte valuta la coerenza complessiva della motivazione, non la mera presenza della fonte confidenziale.
  • Censure generiche o non dimostrate (assenza non provata in momento del fatto, contestazioni sprovviste di riscontri) risultano insufficienti in sede di legittimità e rischiano l'inammissibilità o il rigetto per non autosufficienza.
  • Per opporsi efficacemente a un provvedimento di sicurezza interno occorre contestare specificamente i fatti posti a base della decisione o dimostrare errori probatori gravi e non meramente deduttivi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.