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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23540/2024 del 12/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza della Corte d'appello di Campobasso che aveva confermato la responsabilità di Paccari per furto aggravato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza impugnata, aveva dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che la persona offesa, Claudio Crisostomi, avesse presentato il 2 marzo 2018 una formale querela. Successivamente è stato promosso d'ufficio un procedimento per errore di fatto (art. 625-bis c.p.p.) sostenendo che l'atto del 2/3/2018 fosse in realtà una denuncia priva di esplicita istanza di punizione e quindi inidonea a rendere procedibile il reato alla luce della modifica normativa intervenuta (nuovo testo dell'art. 624, terzo comma, c.p.)

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo: si è trattato di un errore percettivo nella ricostruzione del contenuto dell'atto del 2/3/2018. Il documento era una denuncia priva di istanza di punizione e non una querela; pertanto mancava la condizione di procedibilità introdotta dalla modifica normativa. Ne è conseguito che l'ordinanza n. 45392/2023 è stata revocata e la sentenza della Corte d'appello di Campobasso del 1/12/2022 è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 129, comma 1 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis, comma 3, secondo periodo, cod. proc. pen.

    art. 625-bis, comma 3, secondo periodo, cod. proc. pen.

    Norma che consente, su impulso d'ufficio, il procedimento finalizzato alla rilevazione di errore di fatto nella decisione di legittimità; qui utilizzata per riesaminare la qualificazione dell'atto della persona offesa

  • art. 624, terzo comma, cod. pen. (testo novellato)

    nuovo testo dell'art. 624, terzo comma, cod. pen., introdotto dall'art. 85 del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, in vigore dal 31/12/2022

    La modifica ha inciso sul regime di procedibilità del reato (collegando la procedibilità all'eventuale querela), mutamento rilevante per il giudizio pendente in Cassazione e favorevole all'imputato se applicato retroattivamente

  • art. 2 cod. pen.

    Principio della norma penale più favorevole: la nuova disciplina, essendo più favorevole e intervenuta prima della formazione del giudicato, opera retroattivamente e può incidere anche sulla procedibilità

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente l'annullamento senza rinvio quando venga accertata l'assenza della condizione di procedibilità o altri vizi tali da escludere la base giuridica del giudizio: motivo per cui la sentenza di appello è stata annullata senza rinvio

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma procedurale richiamata per la trattazione scritta del procedimento dinanzi alla Corte

Massime di principio

  • Quando una modifica normativa interviene nel corso del giudizio di legittimità e risulta più favorevole all'imputato, va applicata retroattivamente anche sul piano della procedibilità, se è entrata in vigore prima della formazione del giudicato (art. 2 c.p.)
  • È essenziale distinguere tra denuncia e querela: solo un atto che contenga una esplicita istanza di punizione o che manifesti inequivocabilmente la volontà di querelarsi può far sorgere la procedibilità ove la norma lo richieda
  • La Corte di Cassazione, ove riscontri un errore percettivo sui fatti decisivi (error in procedendo), può riaprire l'esame anche sul piano fattuale e scrutinare direttamente gli atti processuali ai fini della correzione dell'errore (procedura ex art. 625-bis c.p.p.)
  • Se viene accertata l'assenza della condizione di procedibilità necessaria per il proseguimento del processo, la sentenza di condanna può essere annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
  • Le valutazioni giuridiche fondate su una errata rappresentazione dei fatti possono costituire errore di fatto rettificabile; diversamente, le valutazioni di merito basate sugli elementi disponibili sono normalmente sottratte a nuovo sindacato in sede straordinaria

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