Cassazione Civile, Sentenza n. 5409/2024 del 29/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Comune di Riofreddo impugnava la sentenza della Corte d'Appello che aveva rigettato il suo reclamo contro la pronuncia del Commissario per la liquidazione degli usi civici. Il nodo centrale era se i diritti di uso civico di pascolo gravanti su terreni privati, ceduti/occupati nell'ambito della realizzazione dell'autostrada A24, fossero ancora esercitabili o fossero invece venuti meno: a) per prescrizione ventennale per non uso (asimilando tali diritti a diritti reali su cosa altrui); ovvero b) si fossero trasformati, in conseguenza dell'espropriazione o cessione nell'ambito della procedura espropriativa, in diritti di credito all'indennizzo liquidatorio soggetti a prescrizione decennale ai sensi dell'art. 2946 c.c.. Il Comune deduceva inoltre vizi di giurisdizione del Commissario, violazione del contraddittorio per pretermissione di proprietari catastali e contestava l'applicazione delle norme sulla prescrizione e sugli effetti estintivi dell'espropriazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale del Comune di Riofreddo. Ha ritenuto fondato e decisivo il principio secondo cui, concludendosi la procedura espropriativa o con la cessione volontaria e realizzandosi l'irreversibile trasformazione dei terreni (es.: costruzione dell'autostrada), i diritti di uso civico su proprietà privata si convertono in diritti di credito all'indennizzo nei confronti dell'espropriante, soggetti alla prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.). Per questa ragione la Corte ha considerato assorbite le censure relative alla diversa deduzione della prescrizione ventennale per non uso e ha dichiarato inammissibili altri motivi (anche per difetto di interesse o per mancata indicazione dei litisconsorti). I ricorsi incidentali sono stati assorbiti. La sentenza impugnata è quindi confermata secondo la secondaria ratio su cui si è fondata.
Norme richiamate
Legge 16 giugno 1927, n. 1766
Disciplina gli usi civici: distingue usi civici su proprietà privata (destinati alla liquidazione) da demani civici e prevede la denuncia a pena di decadenza (art. 3). L'art. 29 regola la competenza del Commissario per l'accertamento della natura giuridica delle terre. La Corte ha richiamato questa legge per motivare la diversa disciplina degli usi civici su proprietà privata e per richiamare i limiti procedurali (denuncia, liquidazione).
Regio Decreto 26 febbraio 1928, n. 332
Regolamento di attuazione della legge sugli usi civici; richiamato negli artt. 15, 29, 30 in relazione alla procedura di pubblicazione e alla competenza amministrativa per la liquidazione. La Corte ha affermato che, ove l'espropriazione abbia realizzato l'irreversibile trasformazione, non è sempre necessario attivare l'autonoma procedura liquidatoria degli artt. 15 e ss.
Codice Civile, art. 2946
Stabilisce i termini di prescrizione ordinaria; la Corte lo applica per affermare che il diritto di credito all'indennizzo formatosi in conseguenza dell'espropriazione si prescrive in dieci anni dalla conclusione della procedura espropriativa.
Legge 13 luglio 1865 (n. 2359), art. 52 comma 2
Prevede che, in caso di espropriazione, i diritti incompatibili con l'opera pubblica si trasformano in credito d'indennizzo. La Corte ha ritenuto applicabile tale meccanismo ai diritti di uso civico su proprietà privata, con conversione in credito soggetto a prescrizione decennale.
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 4
1-bis. I beni gravati da uso civico non possono essere espropriati o asserviti coattivamente se non viene pronunciato il mutamento di destinazione d'uso, fatte salve le ipotesi in cui l'opera pubblica o di pubblica utilità sia compatibile con l'esercizio dell'uso civico
Norma più recente che limita l'espropriabilità dei beni gravati da uso civico salvo pronuncia sul mutamento di destinazione; la Corte ha rilevato che tale disciplina è sopravvenuta rispetto alla procedura espropriativa storica (anni '70) e si applica ratione temporis solo nei casi previsti, non invalidando il principio per cui le proprietà private gravate che siano irreversibilmente trasformate possono determinare la conversione del diritto in credito.
Legge 31 gennaio 1994, n. 97, art. 12
Norma richiamata nella discussione circa la non retroattività di effetti estintivi dell'espropriazione; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, non potesse cambiare l'orientamento consolidato sull'effetto della procedura espropriativa e sulla conversione in credito.
Legge 20 novembre 2017, n. 168, art. 3 comma 6 (e art. 3 comma 3 in parte)
Tenta una nuova valorizzazione dei domini collettivi e stabilisce preservazione del vincolo paesaggistico anche dopo liquidazione. La Corte ricorda la modifica ma segnala che la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3 nella parte indicata; comunque non muta la regola di conversione in credito quando l'espropriazione rende impossibile l'esercizio dell'uso.
Massime di principio
- Se terreni privati gravati da usi civici sono stati acquisiti nell'ambito di una procedura espropriativa o ceduti volontariamente e l'opera pubblica ha determinato un'irreversibile trasformazione che rende incompatibile l'uso civico, il diritto di uso civico si converte in un diritto di credito all'indennizzo nei confronti dell'espropriante.
- Il diritto di credito derivante dalla conversione si prescrive secondo i termini ordinari (dieci anni ai sensi dell'art. 2946 c.c.) dalla conclusione della procedura espropriativa; la mancata tempestiva azione dell'ente esponenziale può determinare l'estinzione del relativo credito.
- La competenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici sussiste per le domande che abbiano ad oggetto l'accertamento della natura giuridica delle terre o la sdemanializzazione tacita e per le domande aventi natura antecedente e necessaria alla decisione, conformemente all'orientamento delle sezioni unite; questioni attinenti all'entità, modalità e procedimento di liquidazione (dopo pubblicazione del progetto) sono riservate all'amministrazione regionale o al giudice amministrativo.
- Gli usi civici su proprietà privata hanno disciplina differente da quelli su beni collettivi/demani comunali: non godono in generale del regime perpetuo di indisponibilità e imprescrittibilità e possono essere assoggettati a esproprio o cessione senza preventiva sdemanializzazione, salvo casi specifici previsti da norme sopravvenute e applicabili ratione temporis.
- In giudizio di cassazione, la parte che deduce la nullità per mancata chiamata di litisconsorti necessari deve indicare nominativamente i soggetti ed esibire i titoli: l'assenza di tali indicazioni rende il motivo inammissibile.
- Per evitare l'estinzione dei crediti da usi civici convertiti, gli enti esponenziali devono esercitare tempestivamente i rimedi previsti (denunce, istanze, azioni per indennizzo) nei termini di legge e seguire la corretta procedura di pubblicazione/liquidazione quando richiesta.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5372/2024 del 29/02/2024
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5382/2024 del 29/02/2024
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5399/2024 del 29/02/2024
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5401/2024 del 29/02/2024
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5403/2024 del 29/02/2024
- Sentenza civile · 29 feb 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 5406/2024 del 29/02/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →