Cassazione Penale, Sentenza n. 23115/2022 del 14/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso in Cassazione articolato in tre motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4, cod. pen., deducendo la ridotta entità dello stupefacente (quantità e principio attivo limitato) e la modesta entità del lucro potenziale; 2) violazione degli artt. 53 e 58 L. n. 689/1981 e vizio di motivazione per l'omessa sostituzione della pena detentiva con misure alternative (libertà controllata/semidetenzione), nonostante la brevissima pena e un solo precedente; 3) violazione dell'art. 240 cod. pen. e vizio di motivazione per la confisca della somma di euro 25, contestando l'assenza di elementi probatori che colleghino il denaro all'attività di spaccio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato soltanto con riferimento alla confisca del denaro e lo ha annullato senza rinvio limitatamente a quella misura, disponendone la restituzione immediata al ricorrente. Ha invece ritenuto manifestamente infondati il motivo relativo all'attenuante ex art. 62, n. 4 cod. pen. e quello sulla sostituzione della pena ai sensi della L. n. 689/1981, dichiarando inammissibile il ricorso per il resto. In motivazione la Corte ha ritenuto legittima la valutazione della Corte d'appello circa la non applicabilità dell'attenuante (per il numero di dosi ricavabili) e legittimo il diniego della sostituzione della pena (in ragione del precedente specifico, dell'irregolarità di presenza e dell'assenza di fissa dimora), mentre ha censurato come illogica la confisca del denaro in mancanza di qualsiasi nesso di pertinenzialità tra la somma sequestrata e l'attività illecita contestata.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma relativa alla detenzione di stupefacenti per la quale la Corte ha confermato la condanna per la detenzione di hashish; rileva il numero delle dosi ricavabili come elemento valutabile ai fini della gravità.
art. 62, n. 4, cod. pen.
La circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità è applicabile ai reati di stupefacenti solo se congiuntamente l'entità del lucro e dell'evento sono di speciale tenuità; nel caso la Corte ha ritenuto che il quantitativo (65 dosi ricavabili) esclude tale attenuante.
artt. 53 e 58, L. 24 novembre 1981, n. 689
Le norme sulle sanzioni sostitutive possono giustificare la sostituzione di pene brevi, ma il giudice può negare la sostituzione anche sulla base di elementi limitati (es. precedente specifico, irregolarità della presenza, assenza di fissa dimora) senza dover valutare tutti i parametri previsti dall'art. 133 cod. pen.
art. 240 cod. pen.
Regola la confisca per titolo di pertinenzialità; la Corte ha affermato che la confisca del denaro è lecita solo se sussiste un nesso di pertinenzialità tra la somma e l'attività illecita di cessione, nesso assente nel caso di specie.
art. 133 cod. pen.
Citato come criterio generale per la determinazione della pena; la Corte ricorda che i criteri di cui all'art. 133 possono guidare la valutazione per la sostituzione ma non impongono l'esame di tutti i parametri per decidere il diniego.
Massime di principio
- L'attenuante del "lucro di speciale tenuità" (art. 62, n. 4) nei reati di stupefacenti si applica solo se la condotta denota nel suo complesso una finalità di lucro marginale: quantitativo dello stupefacente e potenziale ricavo sono elementi decisivi.
- La sostituzione di pene detentive brevi con sanzioni alternative (L. 689/1981) può essere legittimamente negata anche motivando principalmente su precedenti specifici o su elementi che rendono il condannato non affidabile (irregolare presenza, mancanza di fissa dimora), senza obbligo di esaurire ogni parametro.
- La confisca del denaro trovato in possesso dell'imputato richiede il concreto nesso di pertinenzialità con l'attività illecita (prodotto, profitto, prezzo o strumento del reato); in assenza di elementi che colleghino il denaro all'attività di spaccio la confisca è illegittima.
- Nella valutazione della sanzione per reati di detenzione di stupefacenti rilevano non solo la quantità effettiva, ma anche il numero di dosi ricavabili e il contesto (es. comportamento al momento del controllo, assenza di giustificazioni per denaro posseduto, condizioni personali).
- La Corte di legittimità tende a privilegiare valutazioni di merito della Corte territoriale se adeguatamente motivate; ciò non impedisce la censura quando la motivazione sia illogica o manchi il nesso causale richiesto dalla norma (es. per la confisca).
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