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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30481/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il procedimento origina da un'ordinanza del Tribunale del riesame che ha confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal GIP nei confronti di un soggetto gravemente indiziato del reato di possesso di più documenti di identità validi per l'espatrio. La difesa ha impugnato l'ordinanza deducendo un unico motivo di ricorso per cassazione: carenza e manifesta illogicità della motivazione in ordine ai gravi indizi di colpevolezza. In particolare, il ricorrente sosteneva che i documenti rinvenuti riportavano le medesime generalità e differivano da quelle della carta d'identità italiana solo perché egli avrebbe cambiato le proprie generalità secondo la legge serba; inoltre richiamava una disposizione della legge serba sulla famiglia che consentirebbe ai cittadini serbi di mutare generalità e affermava che l'autenticità dei documenti era già stata accertata dalle autorità di frontiera, sicché sarebbe venuto meno il presupposto cautelare dei gravi indizi.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura sulla motivazione del riesame osservando che la mera previsione, nell'ordinamento serbo, della possibilità di cambiare generalità non è sufficiente a elidere i gravi indizi di colpevolezza: occorreva che fosse dimostrato, e allegato dal ricorrente, che egli avesse effettivamente presentato istanza alle autorità serbe e che tale istanza fosse stata accolta. Poiché il provvedimento impugnato dava atto che nessun elemento del genere era stato fornito, la motivazione non è stata ritenuta né carente né illogica. Conseguentemente, la Corte ha confermato la decisione cautelare e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 497-bis c.p.

    È la fattispecie cautelare oggetto di addebito: possesso di più documenti di identità validi per l'espatrio.

  • art. 309 c.p.p.

    Regola il procedimento di riesame cautelare, nel quale il Tribunale ha confermato la misura coercitiva.

  • art. 616 c.p.p.

    Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • art. 94 disp. att. c.p.p.

    La Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti conseguenti indicati dalla norma.

Massime di principio

  • In materia cautelare, la previsione astratta nell'ordinamento straniero della possibilità di mutare generalità non basta, da sola, a escludere i gravi indizi di colpevolezza quando l'accusa riguarda il possesso di documenti di identità divergenti; occorre una concreta allegazione e prova dell'effettivo esercizio e dell'accoglimento della procedura estera di שינוי/anagrafica.
  • La censura di illogicità o carenza motivazionale non è fondata quando il tribunale del riesame esclude la spiegazione alternativa prospettata dalla difesa perché non supportata da elementi fattuali specifici.
  • Nel giudizio di legittimità sulle misure cautelari, la contestazione sulla sussistenza dei gravi indizi deve misurarsi con la tenuta logica della motivazione del provvedimento impugnato: se il giudice del riesame evidenzia l'assenza di riscontri a sostegno della tesi difensiva, la motivazione è sufficiente.
  • Il rigetto del ricorso per cassazione determina la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieEsigenze cautelariImpugnazioni
RamiMisure cautelariProcesso penale

Testo integrale

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