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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19556/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di Appello di Milano che aveva confermato le loro condanne per i reati indicati agli artt. 633 e 639-bis c.p. (e, per Gogu Nicoleta, anche art. 635 c.p.), denunciando violazione di legge e vizi di motivazione in ordine alla dichiarazione di responsabilità. Hanno dedotto in particolare la non configurabilità del reato per via dell'esistenza di una causa di giustificazione ex art. 54 c.p. (stato di necessità) e contestato l'utilizzabilità delle dichiarazioni di Gogu Nicoleta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi congiunti. Ha richiamato il principio secondo cui l'imputato ha un mero onere di allegazione circa fatti idonei a far emergere una causa di giustificazione, mentre grava sull'accusa l'onere della prova negativa; tuttavia, nel caso concreto, il Tribunale e la Corte di appello hanno rilevato che gli agenti intervenuti il 12/04/2016 avevano offerto alle imputate una sistemazione più idonea alle condizioni igienico-sanitarie del terzo interessato (poi deceduto) e le imputate avevano rifiutato, rendendo non configurabile l'esimente invocata. Inoltre un secondo motivo di doglianza è stato ritenuto inammissibile perché proposto per la prima volta in Cassazione e non dedotto in appello. Per il rigetto totale, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 54 cod. pen.

    La norma sulla causa di giustificazione (stato di necessità) richiede che l'imputato allega fatti e circostanze idonei; sussiste un onere probatorio dell'accusa sulla negativa accertazione dell'esimente

  • art. 530, comma 3 cod. proc. pen.

    Nel dubbio sull'esistenza dell'esimente il giudice deve assolvere perché il fatto non costituisce reato; principio richiamato dalla giurisprudenza ma non applicabile qui per i motivi di fatto accertati

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    art. 23, comma 8, d.l. 137/2020 conv. l. 176/2020

    Richiamata la forma di procedimento prevista dalla norma emergenziale per lo svolgimento del giudizio

  • artt. 633, 639-bis, 635 cod. pen.

    artt. 633, 639-bis e 635 c.p.

    Norme penali in base alle quali sono state contestate le condotte: i reati per i quali sono state pronunciate le condanne impugnate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna al pagamento delle spese processuali per il rigetto dei ricorsi

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento di una causa di giustificazione (es. stato di necessità) l'imputato ha l'onere di allegare fatti e circostanze concreti che, se riscontrati, possano configurare l'esimente; non è sufficiente una generica deduzione
  • Sulla pubblica accusa grava l'onere della 'prova negativa' quando l'imputato allega una causa di giustificazione; in caso di dubbio il giudice deve assolvere, ma solo se le circostanze allegate non sono confutate da elementi concreti
  • Se le forze dell'ordine offrono soluzioni alternative adeguate e queste vengono rifiutate, la tesi dello stato di necessità può essere esclusa
  • Motivi nuovi introdotti per la prima volta in Cassazione e non dedotti nel grado di appello sono normalmente inammissibili
  • Il ricorso in Cassazione deve essere specifico: non basta richiamare genericamente violazioni di legge già dedotte in primo grado senza contestare il riepilogo dei motivi di appello contenuto nella sentenza impugnata

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