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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10186/2024 del 11/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione fondato su un unico motivo: vizio di motivazione per omessa valutazione delle memorie difensive depositate ai sensi dell'art. 121 cod. proc. pen. e della documentazione prodotta in udienza preliminare e in appello, documentazione che poteva dimostrare l'esistenza di una situazione di compossesso/possesso su un terreno e quindi incidere sulla qualificazione del fatto (tentata estorsione) e sull'esistenza di una pretesa legittima.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando che la sentenza d'appello ha motivato la condanna sulla convergenza delle dichiarazioni delle persone offese e dei testi senza confrontarsi con la documentazione probatoria e le memorie difensive che potevano incidere sulla qualificazione giuridica del fatto. Ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Catanzaro, con incarico di valutare le memorie e i documenti prodotti ai fini della qualificazione del reato.

Norme richiamate

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Le memorie e la documentazione depositate ai sensi di questa norma devono essere valutate e affrontate in motivazione; la mancata considerazione configura un vizio di motivazione idoneo all'annullamento.

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di estorsione: per la sua configurabilità è rilevante l'assenza di una pretesa legittima. Documenti che dimostrino un diritto o una situazione di possesso possono incidere sulla sussistenza dell'elemento soggettivo e oggettivo del reato.

  • art. 393 cod. pen.

    Citando questa norma la sentenza richiama la possibilità di diversa qualificazione giuridica del fatto; la Corte di legittimità richiede che tali profili alternativi siano esaminati alla luce della documentazione difensiva.

  • art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Disposizioni richiamate in relazione al trattamento del ricorso con contraddittorio scritto: il processo è stato trattato anche con forme di contraddittorio scritto secondo le norme emergenziali citate.

Massime di principio

  • Il giudice deve esaminare e motivare specificamente le memorie e la documentazione difensiva depositata: l'omessa valutazione è un vizio di motivazione che può determinare l'annullamento della sentenza.
  • Quando la condotta contestata riguarda pretese su diritti reali o rapporti di possesso (compossesso, spoglio, azione di reintegra), tali elementi devono essere considerati nella qualificazione del fatto (es. estorsione ai sensi dell'art. 629 c.p.) perché possono escludere la 'pretesa illegittima'.
  • Non è sufficiente fondare una condanna sulla sola convergenza delle dichiarazioni delle persone offese: il giudice deve confrontarsi con prove documentali contrarie o esonerevoli prodotte dalla difesa.
  • Se la difesa prospetta, documenta e specifica l'attinenza di prove nuove o già depositate, la Corte d'appello è tenuta a valutare tali elementi e a motivare il loro apprezzamento; altrimenti la decisione è viziata e la Cassazione può annullare con rinvio.
  • In presenza di elementi rilevanti di materia civile (azioni di reintegra, contestazioni di proprietà), il giudice penale deve tener conto delle vicende processuali e probatorie civili attinenti al bene, poiché incidono sulla sussistenza del reato.

Testo integrale

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