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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24808/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva riformato la decisione di primo grado: una imputata era stata assolta dal delitto di furto in abitazione per non aver commesso il fatto, mentre l'altro imputato e la stessa imputata erano stati coinvolti in un secondo episodio originariamente contestato come furto in abitazione e poi riqualificato in truffa tentata, delitto dichiarato estinto per remissione di querela. Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sull'attribuzione dei fatti ai ricorrenti, sostenendo in sostanza che la Corte territoriale avesse mal valutato le prove e che la condotta del secondo episodio dovesse essere letta come tentato furto in abitazione. La Corte di cassazione ha però rilevato che le doglianze miravano a una rivalutazione del compendio probatorio e non denunciavano specifici travisamenti deducibili in legittimità; inoltre ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse ampia e coerente sia quanto all'esclusione della responsabilità per il primo episodio sia quanto alla riqualificazione del secondo episodio in tentata truffa e alla sua estinzione per remissione di querela.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. Ha osservato che il motivo articolato atteneva sostanzialmente a una diversa lettura delle fonti di prova, attività estranea al giudizio di legittimità, e che non erano stati dedotti specifici travisamenti delle emergenze processuali. Quanto al primo episodio, la censura non si confrontava con la complessa motivazione della Corte d'appello; quanto al secondo, la riqualificazione in truffa tentata è stata ritenuta corretta perché la natura tentata del delitto va desunta dalla condotta e dal grado di sviluppo della stessa, non dal richiamo a un diverso fatto illecito già contestato in altro episodio. Restano quindi ferme le statuizioni assolutorie e di proscioglimento già rese in appello.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio o una alternativa rilettura delle prove, salvo la deduzione di specifici travisamenti rilevanti e puntualmente indicati.
  • Il vizio di motivazione non può essere utilizzato per ottenere un sindacato sul merito della decisione quando la censura si risolva in una critica alla ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di appello.
  • La natura tentata di un delitto va ricavata dalla condotta concretamente posta in essere e dal grado di sviluppo dell'azione, non dalla mera assimilazione ad altri fatti contestati o dall'asserita corrispondenza con un diverso modus operandi.
  • Quando la motivazione di merito è ampia e articolata, il ricorso per cassazione deve confrontarsi specificamente con tutti i passaggi decisivi della ratio decidendi; la mancata confutazione puntuale rende la censura inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTruffaFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
SottomaterieTruffa online
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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