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Ordinanza

Ordinanza n. 1728/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) n. 00138/2026;

Giustizia amministrativa202603088

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Piemonte che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro gli atti della procedura di gara CIG B8E9FA91AF

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa concorrente ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Piemonte, contestando la valutazione relativa al possesso dei requisiti di esperienza prescritti dall’art. 6.3 del disciplinare. In particolare, era controversa la riconducibilità del servizio prestato dall’impresa presso il Museo civico di Catania ai servizi richiesti dalla lex specialis. La stessa ricorrente aveva messo in dubbio, già nel ricorso introduttivo, che tale servizio fosse riconducibile a quelli prescritti. Era inoltre contestata la valutazione secondo cui il Museo civico di Catania avrebbe rilievo soltanto nazionale e non vi sarebbe similitudine tra un software destinato alla catalogazione e un software strumentale alla valorizzazione dei contenuti culturali di un museo. Il Consiglio di Stato ha dato atto di questioni preliminari relative all’ammissibilità del ricorso introduttivo e dell’appello cautelare, senza definirle espressamente.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare e confermato, quindi, la reiezione della domanda cautelare pronunciata dal TAR Piemonte. Ha ritenuto che, anche a prescindere dall’ammissibilità del ricorso e dell’appello, la stessa prospettazione della ricorrente rendeva dubbia la riconducibilità dell’esperienza maturata presso il Museo civico di Catania ai servizi richiesti dall’art. 6.3 del disciplinare. Inoltre, le valutazioni dell’amministrazione circa il rilievo solo nazionale del museo e la non similitudine tra il software di catalogazione e quello di valorizzazione dei contenuti culturali sono state qualificate come espressione di discrezionalità tecnica e non sono apparse manifestamente illogiche. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato, nell’ambito del quale è stata esaminata l’impugnazione dell’ordinanza cautelare del TAR Piemonte.

  • art. 6.3 del disciplinare di gara

    Prevede i servizi e le esperienze rilevanti ai fini del requisito controverso; il Consiglio di Stato ha ritenuto dubbia la riconducibilità del servizio dichiarato dall’impresa a tali prestazioni.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare d’appello, la domanda può essere respinta anche senza definire le questioni di ammissibilità quando, nel merito, la pretesa cautelare non presenta adeguati elementi di fondatezza.
  • La riconducibilità di un’esperienza professionale ai servizi richiesti dalla lex specialis deve essere valutata sulla base della concreta omogeneità delle prestazioni, non della mera attinenza generica al medesimo settore.
  • Le valutazioni tecniche dell’amministrazione circa la rilevanza dell’ente presso cui è stata maturata l’esperienza e la similitudine tra prodotti o servizi rientrano nella discrezionalità tecnica e non sono sindacabili in sede cautelare se non risultano manifestamente illogiche o irragionevoli.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareConcorrenza ed evidenza pubblica

Testo integrale

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