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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14870/2023 del 07/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di Appello di Torino lamentando: 1) inosservanza della legge processuale penale (art. 606, comma 1, lett. c, c.p.p., in relazione agli artt. 97, 178, 179 c.p.p.) per la presunta nullità del primo grado derivante dalla illegittima nomina in dibattimento di un nuovo difensore d'ufficio diverso da quello nominato nelle indagini preliminari; 2) vizi di motivazione sulla valutazione della prova in ordine all'identificazione dell'autore del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza sia del vizio processuale che di quello valutativo. Sulla questione del difensore è stato ritenuto che non fosse stato allegato alcun concreto danno processuale e che la sostituzione del difensore d'ufficio, essendo la precedente nomina rimasta inerte e la eccezione non tempestivamente sollevata, comporti una nullità nella specie sanata. Sulla valutazione dell'identificazione, la motivazione della Corte d'appello è stata ritenuta logica e congruente perché fondata su una pluralità di elementi riconoscitivi convergenti. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la decisione è stata adottata con motivazione in forma semplificata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c, codice di procedura penale

    Individua i motivi di ricorso per cassazione (tra cui la violazione di norme di diritto processuale); la Corte ha ritenuto che il motivo proposto non fosse fondato per mancanza di concreto danno processuale

  • art. 97 codice di procedura penale

    Disciplina la rappresentanza e la difesa; richiamato in relazione alla legittimità della nomina e sostituzione del difensore d'ufficio

  • art. 178 codice di procedura penale

    Norma sulle nullità processuali; utilizzata per valutare la natura e gli effetti della nullità derivante dalla sostituzione del difensore

  • art. 179 codice di procedura penale

    Principi sulla nullità e sua sanabilità; la Corte ha ritenuto la nullità sanata in assenza di tempestiva eccezione

  • art. 616 codice di procedura penale

    Prevede la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso; la Corte ha inflitto euro 3.000

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata in tema di valutazione della colpa nella determinazione della causa dell'inammissibilità; assenza di elementi che escludano la colpa ha giustificato la sanzione

  • Cass. Sez. 1, n. 3444 del 21/11/2017 (giurisprudenza di legittimità)

    Orientamento richiamato sul principio che l'assenza di concreto pregiudizio per il difensore rende non decisiva la censura sulla sostituzione

  • Cass. Sez. 3, n. 19908 del 14/4/2010

    Richiamata in relazione alla qualificazione della nullità derivante dalla sostituzione del difensore d'ufficio come nullità a regime intermedio

  • Cass. Sez. Un., 27/1/2011, n. 22242

    Principio secondo cui la nullità non eccepita tempestivamente dal difensore che assiste all'atto è sanata

  • Cass. Sez. 5, n. 23090 del 10/07/2020

    Richiamata in tema di sindacato sulla motivazione circa la identificazione dell'autore del fatto: la valutazione di elementi convergenti è prerogativa del giudice del merito e difficilmente sindacabile in cassazione

Massime di principio

  • La sostituzione del difensore d'ufficio non invalida automaticamente il processo: per ottenere la nullità è necessario dimostrare un concreto pregiudizio derivante dalla sostituzione; altrimenti la nullità può considerarsi sanata.
  • Le nullità di "regime intermedio" derivanti da vizi nella nomina del difensore sono sanate se non eccepite tempestivamente dal difensore che assiste all'atto viziato.
  • La Corte di Cassazione non riesamina librettamente la valutazione della prova fatta dal giudice di merito; può censurare la motivazione solo se manifesta illogicità, contraddittorietà o palese insufficienza.
  • La presenza di una pluralità di elementi riconoscitivi convergenti rafforza la valutazione di identificazione e rende la decisione del giudice del merito difficilmente sovvertibile in sede di legittimità.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la Corte valuta la congruità dell'importo.
  • Se le questioni dedotte non sono particolarmente complesse e si applicano principi giurisprudenziali consolidati, la Corte può motivare la decisione in forma semplificata.

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