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Ordinanza

Ordinanza n. 359/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202502094

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzioni di demolizione e messa in pristino relative a due manufatti realizzati in assenza di permesso di costruire, nonché diniego di permesso di costruire in sanatoria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ingiunzione di demolizione del 3 settembre 2025, il diniego del permesso di costruire in sanatoria e gli atti presupposti, tra cui il verbale di sopralluogo. Con motivi aggiunti hanno impugnato una nuova ingiunzione di demolizione e messa in pristino del 18 marzo 2026 e la comunicazione di avvio del relativo procedimento. In sede cautelare hanno dedotto, tra l’altro, il difetto di istruttoria, sostenendo che il Comune avrebbe adottato l’atto repressivo senza il previo concerto con le autorità preposte alla tutela dei vincoli gravanti sull’area. Dal testo non risultano ulteriori motivi esaminati specificamente nell’ordinanza.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo meritevole di approfondimento nel giudizio di merito la censura di difetto di istruttoria relativa alla mancata acquisizione del previo concerto con le autorità competenti alla tutela dei vincoli presenti sull’area. Il giudizio cautelare è stato valorizzato anche alla luce della documentazione sopravvenuta, dalla quale risultava che i ricorrenti avevano autonomamente interessato tali autorità. Sono stati sospesi gli effetti del solo provvedimento di demolizione; per il resto, il TAR ha disposto la sollecita definizione del merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., fissando l’udienza pubblica. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa delle ingiunzioni di demolizione e messa in pristino degli interventi edilizi ritenuti abusivi.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; la domanda è stata accolta con sospensione degli effetti del provvedimento di demolizione.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    È stato applicato per disporre la sollecita definizione del giudizio di merito, oltre alla sospensione cautelare limitata al provvedimento di demolizione.

Massime di principio

  • In sede cautelare, è meritevole di approfondimento nel merito la censura di difetto di istruttoria quando un’ingiunzione di demolizione sia stata adottata senza il previo coinvolgimento delle autorità competenti alla tutela dei vincoli gravanti sull’area, ove tale coinvolgimento risulti rilevante per la decisione amministrativa.
  • La tutela cautelare può essere limitata al solo provvedimento di demolizione, mentre per gli altri atti impugnati il giudice può disporre la sollecita fissazione del merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La documentazione sopravvenuta prodotta nel giudizio cautelare, dalla quale emerga l’interessamento delle autorità preposte alla tutela dei vincoli, può giustificare un approfondimento nel giudizio di merito della completezza dell’istruttoria amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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