Cassazione Penale, Sentenza n. 9283/2024 del 04/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il conflitto nasceva dalla declinatoria del Tribunale di Brindisi su una istanza di sospensione dell'esecuzione della pena accessoria proposta da Rocco Cavallo. Il Tribunale di Brindisi aveva ritenuto competente altro giudice perché l'ultima pronuncia presente nel casellario era stata emessa dal Tribunale di Matera. Il Tribunale di Matera ha sollevato conflitto negativo sostenendo che la sua sentenza del 28/04/2017 era un proscioglimento per "particolare tenuità" ex art.131-bis c.p. e pertanto non idonea a radicare la competenza del giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art.665, comma 4, c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e ha riconosciuto la competenza del Tribunale di Brindisi. Ha motivato che, ai sensi dell'art.665, comma 4, c.p.p., per individuare il giudice dell'esecuzione conta il "provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo" soltanto se il provvedimento è suscettibile di esecuzione. Il proscioglimento per particolare tenuità ex art.131-bis c.p. non produce effetti esecutivi e non radica competenza, secondo la giurisprudenza citata; pertanto il provvedimento idoneo più recente era la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Brindisi, sicché la competenza va a quest'ultimo. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Brindisi.
Norme richiamate
art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
"se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo"
Il criterio del "provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo" vale solo per provvedimenti suscettibili di esecuzione: condanne o proscioglimenti che comportino effetti esecutivi. Il proscioglimento per particolare tenuità non è incluso perché non dà luogo a esecuzione.
art. 131-bis cod. pen.
Il proscioglimento per "particolare tenuità" ex art.131-bis non determina effetti esecutivi e non è idoneo a radicare la competenza del giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art.665 c.p.p.
art. 28 cod. proc. pen.
Definisce la fattispecie del conflitto (stasi processuale quando due giudici ricusano contemporaneamente di prendere cognizione della stessa questione) e legittima la rimessione alla Corte per la risoluzione.
art. 30 cod. proc. pen.
Attribuisce alla Corte la competenza a decidere sui conflitti di attribuzione tra organi giudicanti previsti dall'art.28 e seguenti.
art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
Stabilisce la procedura di comunicazione dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto, al pubblico ministero e la notifica alle parti private.
art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma sostanziale citata a titolo di reato per la condanna del 9/10/2013 del Tribunale di Brindisi (emissione di fatture inesistenti). Utilizzata come fatto storico per individuare il provvedimento esecutivo rilevante.
art. 20 d.lgs. 8 marzo 2006, n. 139
Norma sostanziale citata a titolo di reato per l'assoluzione del 28/04/2017 del Tribunale di Matera (omissione della richiesta del certificato di prevenzione incendi), assoluzione per particolare tenuità rilevante ai fini della valutazione dell'idoneità a radicare competenza.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 26989/2023; Sez. 1, n. 9547/2018; Sez. 6, n. 611/2023)
La giurisprudenza consolidata afferma che il proscioglimento per particolare tenuità non è idoneo a radicare la competenza del giudice dell'esecuzione e che, in generale, rilevano ai fini dell'art.665 c.p.p. solo le sentenze suscettibili di esecuzione (condanne o proscioglimenti con effetti esecutivi/iscrizione al casellario o statuizioni geneticamente idonee).
Massime di principio
- Per determinare il giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art.665, comma 4, c.p.p., rileva il "provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo" solo se il provvedimento è suscettibile di esecuzione.
- Il proscioglimento per "particolare tenuità" ex art.131-bis c.p. non conta ai fini della radicazione della competenza dell'esecuzione perché non produce effetti esecutivi.
- In presenza di più provvedimenti emessi da giudici diversi, la competenza va individuata nel giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento irrevocabile che comporti effetti esecutivi (es. condanna o proscioglimento idoneo all'esecuzione).
- In caso di conflitto di competenza tra giudici (art.28 c.p.p.), la risoluzione spetta alla Corte; l'estratto della decisione va comunicato secondo l'art.32 c.p.p.
- Pratica consigliata: verificare la natura e gli effetti (esecutivi o meno) dell'ultima pronuncia iscritta nel casellario giudiziale prima di determinare quale giudice sia competente per l'esecuzione; un proscioglimento per tenuità non sposta la competenza.
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