Cassazione Civile, Ordinanza n. 00190/2025 del 07/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (privata)
La controversia
Una donna aveva convenuto alcuni familiari chiedendo, dopo la declaratoria di nullità di una scrittura privata con cui si assumeva le fossero stati ceduti i diritti su un'edicola cimiteriale familiare, la condanna ex art. 2041 c.c. al pagamento pro quota delle spese sostenute per la completa ristrutturazione del sepolcro, oltre al risarcimento dei danni. In primo grado il Tribunale aveva accolto la domanda. In appello, due dei convenuti avevano sostenuto che l'azione di arricchimento senza causa fosse inammissibile per difetto di residualità, perché la pretesa sarebbe stata in realtà riconducibile a un illecito aquiliano azionabile ex art. 2043 c.c.; avevano inoltre censurato la liquidazione dell'intero importo senza detrarre la quota riferibile alla stessa attrice quale comproprietaria dell'edicola. La Corte d'appello aveva accolto il primo motivo, ritenendo assorbito il secondo, e aveva rigettato la domanda. In cassazione la ricorrente ha denunciato la violazione dell'art. 2041 c.c. e degli artt. 1100 ss. c.c., deducendo che la Corte d'appello aveva erroneamente escluso la domanda di arricchimento sulla base dell'astratta configurabilità di un'azione ex art. 2043 c.c. e di generici richiami alla disciplina della comunione, senza considerare che la scrittura di cessione era stata dichiarata nulla e che, proprio per tale nullità, veniva meno il titolo dell'azione tipica eventualmente ipotizzabile, rendendo l'azione di arricchimento l'unica praticabile.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati entrambi i motivi, esaminati congiuntamente, rilevando che nel sepolcro gentilizio o familiare lo ius sepulchri è normalmente intrasmissibile inter vivos e che la scrittura privata di cessione era stata dichiarata nulla proprio per tale ragione. Ha quindi affermato che la Corte territoriale aveva errato nel considerare l'azione di arricchimento come sussidiaria rispetto a un'azione ex art. 2043 c.c. o alle regole sulla comunione, poiché la nullità del titolo aveva eliminato il fondamento dell'azione tipica e l'azione ex art. 2041 c.c. risultava l'unica esperibile nel caso concreto. La sentenza impugnata è stata dunque cassata con rinvio alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione, che dovrà riesaminare la controversia e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 2041 c.c.
L'azione di arricchimento senza causa è esperibile quando, per effetto della nullità del titolo o dell'inesperibilità dell'azione tipica, non vi sia altro rimedio azionabile in via principale; non può essere esclusa per il solo richiamo astratto ad altre azioni non concretamente praticabili.
art. 2043 c.c.
La mera astratta configurabilità di un'azione aquiliana non esclude di per sé l'azione generale di arricchimento se, nel caso concreto, l'azione ex delicto non risulta in concreto esercitabile o è priva di titolo per effetto della nullità del negozio.
artt. 1100 ss. c.c.
Il generico richiamo alle regole della comunione non è sufficiente a negare la proponibilità dell'azione di arricchimento quando la controversia riguarda diritti sul sepolcro gentilizio e il titolo di cessione sia nullo.
art. 360, comma primo, n. 3, c.p.c.
È stato il parametro formale dei motivi di ricorso, dedotti per violazione di legge.
art. 380-bis.1 c.p.c.
La trattazione del ricorso è avvenuta in adunanza camerale secondo il rito camerale semplificato.
art. 115 c.p.c.
Richiamato nel giudizio di appello come norma asseritamente violata nella quantificazione dell'arricchimento, ma la censura è rimasta assorbita.
Massime di principio
- Nel sepolcro gentilizio o familiare lo ius sepulchri, salvo diversa ricostruzione risultante dagli atti, è intrasmissibile tra vivi e si acquista iure proprio dai componenti della cerchia familiare, con caratteristiche di intrasmissibilità, imprescrittibilità e irrinunciabilità.
- La nullità del contratto o della scrittura privata che costituisce il titolo della pretesa elimina il fondamento dell'azione tipica e può rendere esperibile, in via residuale, l'azione generale di arricchimento senza causa.
- L'azione ex art. 2041 c.c. non va esclusa in modo astratto per la sola esistenza teorica di altre azioni, ma solo quando un diverso rimedio sia realmente praticabile e idoneo a tutelare il preteso danneggiato.
- Nel valutare la sussidiarietà dell'azione di arricchimento il giudice deve verificare in concreto l'esistenza e l'esercitabilità dell'azione alternativa, non limitarsi a richiami generici a discipline astratte o a diverse basi normative.
- Quando il titolo negoziale è nullo per indisponibilità o intrasferibilità del diritto oggetto di cessione, l'eventuale pretesa restitutoria o indennitaria può trovare fondamento nell'arricchimento senza causa se manchi un altro rimedio utile.
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