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Sentenza

Sentenza del 17/04/2019 n. 208 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Abuso del diritto - Partecipazioni societarie - Plusvalenze esenti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l’avviso di accertamento relativo al periodo d’imposta 2011, contestando il recupero dell’IVA detratta e addebitata in rivalsa dal fornitore Servizi Turistici s.r.l., nonché il parziale disconoscimento dell’esenzione IRES sulla plusvalenza realizzata mediante la cessione della partecipazione nella G. s.r.l. La contribuente ha inoltre dedotto vizi di motivazione, omessa pronuncia, ultrapetizione e violazione dell’art. 7 della legge n. 212/2000, dell’art. 10-bis della medesima legge e dei principi europei in materia di detrazione IVA. Nel merito ha sostenuto che ricorressero i requisiti per l’applicazione dell’art. 87 del TUIR.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato integralmente l’appello, confermando la sentenza di primo grado e l’avviso di accertamento. Ha ritenuto insussistenti i denunciati vizi processuali e motivazionali, rilevando che la CTP aveva esaminato la questione della detrazione IVA e motivato in modo sufficiente. Ha inoltre confermato la configurabilità dell’abuso del diritto, ravvisando operazioni prive di sostanza economica e non coerenti con normali logiche di mercato nell’esternalizzazione dei servizi alberghieri a società prive di adeguata consistenza finanziaria e patrimoniale, gravate da debiti tributari e sostanzialmente sostituite nel tempo. Quanto alla plusvalenza, ha escluso il regime di parziale esenzione perché la società partecipata svolgeva prevalentemente una mera attività di locazione immobiliare e percezione dei canoni, senza prova di un’effettiva attività commerciale. La società appellante è stata condannata al pagamento di 3.500 euro di spese, oltre oneri se dovuti.

Norme richiamate

  • Art. 10-bis della legge n. 212/2000 - Statuto dei diritti del contribuente

    Sono abusive le operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme tributarie, consentono di realizzare vantaggi fiscali indebiti.

    L’abuso del diritto richiede operazioni prive di sostanza economica e orientate essenzialmente al conseguimento di un vantaggio fiscale indebito. Nel caso concreto, l’esternalizzazione dei servizi è stata ritenuta non coerente con normali logiche di mercato e priva di effetti significativi diversi dal vantaggio fiscale.

  • Art. 7, comma 1, della legge n. 212/2000

    La disposizione è stata invocata dalla contribuente con riferimento alla motivazione dell’atto e alla mancata allegazione del processo verbale di constatazione, ma la censura è stata respinta.

  • Art. 112 c.p.c.

    Impone al giudice di pronunciarsi su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa. La Commissione ha escluso sia l’omessa pronuncia sia l’ultrapetizione, ritenendo che il giudice di primo grado avesse deciso sulle questioni dedotte senza oltrepassare i limiti delle richieste.

  • Art. 87 del TUIR

    Il regime di participation exemption e la conseguente parziale esenzione delle plusvalenze richiedono, tra gli altri presupposti, che la partecipata eserciti un’attività commerciale. Tale requisito è stato escluso in presenza di una mera locazione immobiliare.

  • Art. 58 del TUIR

    È richiamato insieme all’art. 87 per individuare il regime impositivo delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni.

  • Art. 55 del TUIR

    Fornisce il riferimento per la nozione di attività commerciale rilevante ai fini dell’art. 87 del TUIR. La mera gestione passiva e locazione di un immobile non è stata ritenuta sufficiente.

  • Direttiva e principi della CGUE in materia di detrazione IVA

    I principi europei non impediscono il disconoscimento della detrazione quando l’operazione rientra in una pratica abusiva e il contribuente partecipa a un meccanismo privo di sostanza economica, quale quello ravvisato nella causa.

Massime di principio

  • Per contestare un’operazione come abuso del diritto non è sufficiente dimostrare che essa abbia prodotto un risparmio fiscale: occorre individuare la mancanza di sostanza economica e l’assenza di effetti significativi diversi dal vantaggio fiscale.
  • L’esternalizzazione di attività a società collegate o sostitutive può essere considerata abusiva quando i fornitori risultano privi di reale autonomia economica, non versano l’IVA, hanno consistenti debiti tributari o non svolgono una funzione imprenditoriale effettiva.
  • La detrazione IVA può essere negata quando l’operazione si inserisce in un meccanismo abusivo e il contribuente conosceva o avrebbe dovuto conoscere le irregolarità del fornitore e la natura artificiosa dell’operazione.
  • Per applicare l’esenzione sulle plusvalenze da partecipazioni è necessario dimostrare concretamente che la società partecipata svolga un’attività commerciale nel periodo richiesto dalla legge.
  • La mera proprietà e locazione di immobili, con percezione dei relativi canoni, costituisce normalmente gestione passiva e non integra un’attività commerciale ai fini della participation exemption, salvo prova di un’effettiva attività imprenditoriale ulteriore.
  • La semplice affermazione che l’immobile costituisca oggetto dell’attività societaria non basta: devono essere provati atti e comportamenti concretamente riconducibili a un’attività d’impresa, come operazioni effettive di sviluppo, gestione attiva o cessione immobiliare.

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