Cassazione Penale, Sentenza n. 28318/2022 del 19/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione: Madeo era stato arrestato il 27 settembre 2017 per presunta violazione dell'art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, ristretto 4 giorni in carcere e 20 giorni agli arresti domiciliari; liberato il 20 ottobre 2017 e successivamente assolto con sentenza del G.u.p. del 26 settembre 2018 "per non avere commesso il fatto" (irrevocabile il 12 novembre 2018). Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Firenze che aveva rigettato la domanda di riparazione, denunciando violazione di legge (artt. 314-315 c.p.p.) e vizio motivazionale in ordine al riconoscimento di una colpa grave per presunta connivenza con i subaffittuari che coltivavano marijuana.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: ha ritenuto che i giudici di merito non avessero illegittimamente riletto la sentenza di proscioglimento ma avessero considerato pacifici i punti indicati dall'assoluzione (che Madeo non sapesse inizialmente dell'attività illecita e non vi avesse partecipato). Tuttavia la Corte d'appello ha valutato che la quotidiana presenza di Madeo sul fondo, la notevole quantità di piante e l'ammissione di avere avuto sospetti, unitamente al fatto che egli non abbia rescisso il contratto, configurano una condotta che esternamente poteva essere percepita come contiguità con gli autori del reato e quindi una colpa concausativa della privazione della libertà di grado grave. La Cassazione ha ritenuto la motivazione congrua e legittima e ha confermato il rigetto della domanda di riparazione; ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione di euro 1.000,00 per le spese del Ministero resistente.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1
Norma che disciplina il reato contestato (coltivazione di stupefacenti). Usata per ricostruire il fatto originario: la Corte non discute la configurabilità del reato nei confronti dei coltivatori, ma la questione centrale è se la condotta del proprietario/conduttore integri elementi di consapevolezza tali da escludere la riparazione.
cod. proc. pen., artt. 314-315
Richiamati dal ricorrente come presunte violazioni di legge nella motivazione dell'ordinanza impugnata. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata la censura: non è stata accertata una violazione formale o di legge degli articoli indicati che giustifichi l'annullamento.
cod. proc. pen., art. 425
Articolo referente alla decisione del G.u.p. (non luogo a procedere/archiviazione o sentenza di proscioglimento). La Corte riconosce che la sentenza del G.u.p. è stata emessa ai sensi dell'art. 425, ma ciò non impedisce ai giudici della riparazione di valutare fatti successivi o elementi che possano configurare colpa grave che esclude il diritto alla riparazione.
cod. proc. pen., art. 611
Richiamato in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore Generale in Corte di Cassazione (strumento procedurale). Non incide sul merito della motivazione: la PG ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- L'acquisto di una sentenza di proscioglimento non garantisce automaticamente il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione: i giudici possono valutare, ai fini della riparazione, se la condotta dell'interessato integri una colpa grave (es. consapevolezza o tolleranza dell'attività illecita) che esclude l'obbligo di risarcire.
- La presenza abituale dell'interessato sul luogo in cui si svolgeva l'attività illecita, la rilevante entità dell'attività (es. numerose piante) e l'ammissione di sospetti, se non accompagnate da atti idonei a interrompere l'attività (es. rescissione del rapporto, denuncia), possono essere valutate come elementi sintomatici di connivenza o di colpa concausativa.
- Nelle domande di riparazione è importante documentare non solo l'assenza di partecipazione al reato, ma anche le iniziative concrete poste in essere per contrastare la condotta illecita e la mancanza di segnali esterni che possano avere creato l'apparenza di contiguità.
- La valutazione sulla colpa grave è di natura concreta e circumstanziale: la giurisprudenza consente di fondarla su comportamenti esterni percepibili come contiguità e non è limitata esclusivamente all'accertamento formale del fatto penale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27962/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27963/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27964/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27966/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27967/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27968/2022 del 19/07/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →