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Sentenza

Sentenza n. 11291/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento del provvedimento di diniego cittadinanza italiana- -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202206940

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana motivato da possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di concessione della cittadinanza italiana, deducendo l'erroneità dei presupposti del provvedimento, l'eccesso di potere per carenza di motivazione ai sensi dell'art. 3 della legge n. 241/1990 e la violazione degli artt. 6 e 9 della legge n. 91/1992. Ha lamentato in particolare il carattere laconico del diniego quanto agli elementi inerenti alla sicurezza dello Stato, sostenendo che tale laconicità gli avrebbe impedito di comprendere le ragioni ostative e di esercitare adeguatamente il diritto di difesa. Nel corso del giudizio, a seguito di ordinanza collegiale, il Ministero ha depositato documenti secretati contenenti gli elementi informativi posti a fondamento del diniego; il plico è stato aperto in udienza e il difensore del ricorrente ne ha preso visione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha rilevato che i motivi di sicurezza dello Stato posti a fondamento del diniego sono stati portati a conoscenza della difesa del ricorrente mediante l'esame della documentazione secretata depositata dal Ministero. Il Collegio ha attribuito rilievo al fatto che, dopo tale conoscenza, la difesa non ha depositato alcuna memoria per l'udienza, desumendo da tale comportamento processuale che non vi fossero contestazioni sui fatti posti a fondamento del diniego. Non è stato quindi ravvisato il dedotto difetto di motivazione né l'erroneità dei presupposti. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Il ricorrente lo ha invocato per dedurre il difetto di motivazione del diniego; il TAR ha ritenuto superata la censura poiché gli elementi informativi posti a fondamento del provvedimento sono stati portati a conoscenza della difesa nel corso del giudizio.

  • art. 6 l. 91/1992

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate in relazione al diniego della cittadinanza italiana.

  • art. 9 l. 91/1992

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate in relazione al diniego della cittadinanza italiana.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nello svolgimento processuale con riferimento alla trattazione dell'udienza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In una controversia contro il diniego della cittadinanza italiana fondato su ragioni di sicurezza dello Stato, la conoscenza da parte della difesa degli elementi informativi posti a fondamento del provvedimento consente al giudice di verificare l'effettività del contraddittorio sulle ragioni del diniego.
  • Quando, dopo avere avuto accesso agli elementi informativi posti a fondamento del diniego, la difesa non formula contestazioni o deduzioni ulteriori, tale comportamento processuale può essere valutato dal giudice quale mancata obiezione sui fatti posti a fondamento del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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