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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10661/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di cassazione che aveva rigettato il ricorso di Salvatore Righi avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Napoli, della condanna per partecipazione, in qualità di organizzatore, ad un'associazione per delinquere finalizzata a reati di intestazione fittizia di beni, riciclaggio e altri illeciti (capo 11) e per cinquantaquattro episodi di intestazione fittizia (capo 12-75). Nel ricorso straordinario Righi deduceva errore di fatto e omessa esamina di motivi: contestava che la Cassazione avesse sintetizzato e valutato erroneamente il primo motivo del ricorso ordinario, confondendolo con le censure relative ad altro imputato (Antonio Righi) e non avendo quindi esaminato le critiche specifiche a suo carico (in particolare la non appartenenza al procedimento di prevenzione ricollegato a Antonio, la travisazione di elementi probatori e l'erronea attribuzione a lui della consapevolezza sulla fitticità delle intestazioni, basata su elementi riferibili ad altri soggetti come il sequestro Presta e rapporti con Alfredo Mariotti).

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario perché depositato oltre il termine perentorio di 180 giorni previsto dall'art. 625-bis c.p.p.: il termine era decorso dal 17/06/2021 (data di deposito della motivazione) e, considerando la sospensione feriale, era scaduto il 14/01/2022, mentre il ricorso è stato depositato il 17/01/2022. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    termine perentorio di 180 giorni per il ricorso straordinario

    La Corte ha interpretato la norma in senso rigoroso: il termine di 180 giorni decorre dal deposito della motivazione del provvedimento impugnato, va computato tenendo conto della sospensione per il periodo feriale e la sua violazione determina l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • I termini perentori processuali (es. art. 625-bis c.p.p.) vanno calcolati con attenzione: decorrono dalla data indicata dalla norma (qui dal deposito della motivazione) e devono considerare la sospensione feriale, pena l'inammissibilità della impugnazione.
  • La sussistenza di presunti errori di fatto o omissioni da parte della Corte di cassazione non prevale sull'irrigidimento formale dei termini: anche censure meritorie restano inammissibili se il rimedio straordinario è proposto oltre il termine.
  • Se vi sono più imputati con profili differenziati, nelle impugnazioni occorre esplicitare e distinguere chiaramente le doglianze relative a ciascun soggetto; tuttavia tale accuratezza non supplisce al rispetto dei termini processuali.
  • In presenza di possibili travisamenti o attribuzioni errate di elementi probatori, è preferibile sollevare immediatamente le censure nei gradi previsti e, se necessario, nel termine utile proporre rimedi ordinari (es. ricorso per cassazione) o straordinari rispettando i termini, anziché attendere appelli tardivi.
  • Verificare sempre l'identità dei soggetti citati nelle decisioni (es. errori di nome come 'Stefano' vs 'Salvatore') e documentare tempestivamente le differenze fattuali tra coimputati per evitare confusione nella motivazione delle Corti.

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