Ordinanza n. 11832/2026 - Roma, Sezione 4T
per l’accertamento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. dell'obbligo del Comune di Roma Capitale e del Ministero della Cultura - Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, ognuno per quanto di propria competenza, di provvedere in relazione all'istanza di condono edilizio n. 63917/87 sott. n. 0; e per la nomina di un Commissario ad acta che si sostituisca alle Amministrazioni rimaste inerti nell'adottare i provvedimenti di competenza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia nell’esecuzione della sentenza che aveva imposto la conclusione del procedimento relativo a un’istanza di condono edilizio
Esito
La controversia
Il ricorrente, dopo avere ottenuto una sentenza che aveva accertato l’illegittimità del silenzio delle amministrazioni e ordinato la conclusione espressa del procedimento di condono entro un termine stabilito, ha lamentato la perdurante inerzia di Roma Capitale e della Soprintendenza e ha chiesto la nomina di un commissario ad acta. Nel corso della fase esecutiva, il TAR aveva già concesso una proroga al Comune, disponendo contestualmente che, in caso di ulteriore inerzia, il commissario ad acta provvedesse in sostituzione dell’amministrazione. Il commissario ha comunicato il nulla osta della Soprintendenza per le opere interne e un parere negativo per quelle esterne. Successivamente, Roma Capitale ha rappresentato di avere scorporato l’originaria domanda di condono, preannunciando un provvedimento favorevole per le opere interne e un rigetto per quelle esterne. Il ricorrente ha quindi insistito per la conclusione del procedimento, anche previa assegnazione di un breve termine.
La decisione
Il TAR, considerata la complessità e il carattere pluristrutturato dell’istruttoria, non ha disposto nell’immediato la sostituzione commissariale, ma ha concesso un’ulteriore proroga del termine per la conclusione del procedimento. Roma Capitale dovrà adottare improrogabilmente il provvedimento espresso entro 90 giorni dalla comunicazione amministrativa dell’ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione a cura della parte. La proroga è stata motivata dalle sopravvenute determinazioni del commissario ad acta e dalla necessità di definire le diverse posizioni relative alle opere interne ed esterne. Le spese della fase sono state integralmente compensate tra le parti in ragione della complessità dell’istruttoria.
Norme richiamate
art. 31 c.p.a.
per l’accertamento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. dell’obbligo ... di provvedere
La disposizione costituisce la base dell’azione per ottenere l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso.
art. 117 c.p.a.
per l’accertamento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. dell’obbligo ... di provvedere
La disposizione disciplina la tutela avverso il silenzio e la fase esecutiva conseguente all’accertamento dell’obbligo di provvedere, inclusa la possibile nomina di un commissario ad acta.
Massime di principio
- Nella fase di esecuzione di una pronuncia che impone la conclusione di un procedimento, il giudice amministrativo può concedere una proroga del termine assegnato quando la complessità dell’istruttoria e il carattere pluristrutturato del procedimento rendano ragionevole un ulteriore termine per l’adozione del provvedimento espresso.
- La nomina o l’attivazione del commissario ad acta può essere differita quando, nonostante il ritardo dell’amministrazione, risultino sopravvenute determinazioni istruttorie idonee a consentire la prossima definizione del procedimento e il giudice ritenga opportuno assegnare all’amministrazione un termine finale improrogabile.
- Quando un’istanza amministrativa unitaria riguarda opere o profili distinti, l’amministrazione può procedere alla loro separata definizione, purché concluda il procedimento mediante provvedimenti espressi coerenti con le determinazioni istruttorie acquisite.
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