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Sentenza

Sentenza n. 467/2026 - Napoli, Sezione 8

PER L'OTTEMPERANZA Al giudicato sulla sentenza numero 8470/2024 emessa in data 9 dicembre 2024, dal Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro

Giustizia amministrativa202503068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della carta elettronica del docente per due anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto azione di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, n. 8470/2024, passata in giudicato. La pronuncia aveva accertato il diritto a usufruire del beneficio economico di 500 euro annui previsto per la carta elettronica del docente, relativamente agli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021, per complessivi 1.000 euro. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato da parte del Ministero, nonostante la rituale notificazione della sentenza il 9 dicembre 2024 e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha chiesto l'ordine di pagamento del beneficio, oltre agli accessori, e la nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia. Ha inoltre richiesto la condanna al pagamento di astreintes.

La decisione

Il TAR ha ritenuto ammissibile e fondato il ricorso. Ha verificato il rispetto dei termini processuali per l'azione di ottemperanza e del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, nonché l'assenza di prova dell'adempimento da parte del Ministero. Ha quindi dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione alla sentenza del giudice ordinario entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Poiché il termine fissato dalla sentenza ottemperanda per la fruizione del beneficio era ormai decorso, il TAR ha stabilito che l'amministrazione deve erogare il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo: la natura fungibile dell'obbligazione consente infatti la sostituzione del beneficio con il relativo equivalente monetario, e l'amministrazione non può avvantaggiarsi della propria inerzia. È stato nominato sin d'ora quale commissario ad acta un dirigente della DGOSV, senza compenso e con facoltà di delega, con il compito di provvedere, in caso di ulteriore inerzia, allo stanziamento o all'allocazione delle somme e alle fasi di impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento. L'esaurimento dei fondi o l'assenza di disponibilità di cassa non costituiscono impedimento legittimo all'esecuzione del giudicato. È stata invece respinta la richiesta di astreintes, ritenuta non equa nel caso concreto. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    Consente di agire davanti al giudice amministrativo per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, degli obblighi derivanti da una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il TAR ne ha ritenuto rispettato il termine per la proposizione dell'azione di ottemperanza.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Il TAR ne ha ritenuto rispettati i termini processuali applicabili al giudizio di ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni era decorso inutilmente.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico della carta elettronica del docente, pari a 500 euro annui.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga a una pubblica amministrazione un obbligo di conformazione, ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
  • In presenza di un giudicato non adempiuto e in assenza di prova dell'esecuzione da parte dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve imporre l'esatta e integrale esecuzione entro un termine perentorio stabilito nella sentenza.
  • Quando il termine previsto dal giudicato per la fruizione di un beneficio è ormai decorso per causa imputabile all'inerzia dell'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, se il beneficio ha natura fungibile.
  • La pubblica amministrazione non può invocare l'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la carenza di cassa per sottrarsi all'esecuzione del giudicato; il commissario ad acta deve adottare tutte le iniziative contabili e amministrative necessarie a rendere possibile il pagamento.
  • La nomina del commissario ad acta può essere disposta già con la sentenza di ottemperanza, quale misura sostitutiva per l'ipotesi di persistente inerzia dell'amministrazione, anche con facoltà di delega a un funzionario dell'ufficio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSopravvenuta carenza di interesse

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