Cassazione Penale, Sentenza n. 30520/2023 del 13/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma della confisca della ditta individuale "Albergo Santa Teresa di Rossomanno Lina" (poi "Molo 13" e "La Barcaccia di Rossomanno Lina"), del complesso aziendale e dei rapporti in valuta, deducendo: nullità per mancata integrazione del contraddittorio e per utilizzazione in camera di consiglio di documenti della Guardia di Finanza; errore nella qualificazione della contiguità alla criminalità organizzata e nella delimitazione temporale della pericolosità sociale; mancata e insufficiente motivazione circa l'inclusione nell'oggetto della confisca dell'immobile di Guardavalle (contestando l'applicazione dell'istituto dell"accessione invertita" e richiamando la vertenza ereditaria e la provenienza testamentaria del bene); asserita sproporzione non provata tra investimenti e redditi, e omessa considerazione di documentazione e consulenze difensive che dimostrerebbero l'assenza di acquisti o lavori nel periodo 2009-2015.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi nei limiti indicati: ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa alla limitazione del ricorso per cassazione (ammissione solo per violazione di legge) e ha dichiarato inammissibili o generiche altre censure (es. documentazione acquisita fuori contraddittorio senza indicazione del concreto riverbero sulla decisione; giudicato sulla pericolosità qualificata). Tuttavia, ha annullato con rinvio il decreto impugnato con riferimento specifico al fabbricato di Guardavalle, per carenza di motivazione della Corte territoriale su punti decisivi: mancata verifica se e quali ampliamenti/migliorie siano stati effettuati sull'immobile, se siano ricaduti nel periodo di pericolosità (2009-2015) e se siano stati realizzati con risorse prive di giustificazione; censurata inoltre l'errata applicazione concettuale dell'"accessione invertita". La Corte di merito dovrà riesaminare la materia di fatto e ricostruire una motivazione completa, rispettando la ripartizione dell'onere della prova e valutando le produzioni difensive.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia)
art. 10, comma 3; art. 27, comma 2; art. 24
La limitazione della proponibilità del ricorso per cassazione alla violazione di legge è ritenuta compatibile con la Costituzione; la nozione di violazione di legge comprende la motivazione inesistente o meramente apparente (anche nel procedimento di prevenzione).
Legge 27 dicembre 1956, n. 1423
Richiamata per il principio che il ricorso in sede di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge; la giurisprudenza di legittimità e costituzionale ha già ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale che ne prospetti l'alterazione dei diritti di difesa.
Legge 31 maggio 1965, n. 575
Richiamata in combinazione con la disciplina della proponibilità del ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione; conferma la specificità delle misure di prevenzione rispetto ai procedimenti penali ordinarî.
Codice penale
art. 416-bis (richiamato)
La pronuncia attesta che il tema della pericolosità qualificata (contiguità a organizzazioni mafiose) è stato già oggetto di giudicato nel caso in esame.
Legge 11 luglio 1991, n. 203
Citata in relazione all'aggravante connessa ad alcuni reati (il ricorrente era stato ritenuto responsabile di estorsione non aggravata ex art. 7, L. 203/1991), con contestazioni difensive sulla corretta lettura delle sentenze di condanna.
Codice di procedura penale
art. 125; art. 606, lett. e); art. 623, comma 1, lett. a)
Art. 125 rilevante in tema di violazione di legge per motivazione apparente/inesistente; art. 606 e lett. e) (manifestità dell'illogicità) è in larga parte escluso dal sindacato in cassazione nei procedimenti di prevenzione; art. 623 relativo al divieto di rinvio a diversa sezione e composizione del collegio in caso di decreto, richiamato nella motivazione sul giudice del rinvio.
Codice civile
art. 934: "Qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo, salvo quanto è disposto dagli articoli 935, 936, 937 e 938 e salvo che risulti diversamente dal titolo o dalla legge"; art. 922; art. 938
La Corte spiega che l'istituto civilistico dell'"accessione invertita" (art. 938) riguarda rapporti tra due beni immobili e non si può trasporre automaticamente a fatti di miglioramenti o trasformazioni su un immobile lecitamente acquisito; in materia di prevenzione patrimoniale va invece valutata la separabilità o meno delle migliorie e se esse hanno valore preminente tale da giustificare la confisca dell'intero bene.
Costituzione della Repubblica Italiana
art. 3; art. 24; art. 111
Le censure costituzionali proposte dai ricorrenti (disparità di trattamento e diritto di difesa) sono state ritenute generiche o manifestamente infondate; l'art. 111 è invocato in tema di diritto al giusto processo ma la Corte ritiene che il limite di ammissibilità del ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione non violi i parametri costituzionali.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)
Richiamata genericamente in tema di diritto al giusto processo; la Corte richiede concretezza nella deduzione di violazioni procedurali per poterle valutare in sede di legittimità.
Massime di principio
- La confisca di prevenzione richiede prova della sproporzione tra patrimoni/disponibilità e redditi: l'onere probatorio primario grava sull'accusa; il soggetto sottoposto a confisca che allega elementi giustificativi deve documentarli concretamente.
- La pericolosità sociale ha natura temporale: per la pericolosità generica si confisca quanto acquisito nel periodo di manifestazione; per la pericolosità qualificata il giudice deve determinare se la pericolosità copre l'intero arco di vita o un periodo delimitato e conseguentemente quali beni ricadono nella confisca.
- La confisca dell'immobile lecitamente acquisito può colpire l'intero bene solo se le trasformazioni/ampliamenti effettuati con risorse illecite sono tali da rendere impossibile la separazione pro quota (valore o natura preminente delle aggiunte).
- L'uso improprio o generico di termini tecnici (es. "accessione invertita") senza tradurli nel corretto inquadramento giuridico e nella ricostruzione fattuale può determinare l'annullamento del provvedimento per motivazione apparente o inesistente.
- Documenti acquisiti fuori dal contraddittorio devono essere specificamente contestati mostrando il loro concreto influsso sulla decisione; la mera asserzione di acquisizione irregolare è insufficiente senza dimostrare l'effetto decisivo del documento.
- Le questioni di legittimità costituzionale devono essere dettagliate e specifiche: censure generiche sulla compatibilità di limiti procedurali con i diritti fondamentali sono frequentemente dichiarate manifestamente infondate.
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