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Sentenza

Sentenza n. 11910/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento dell'Ambasciata d'Italia di Kampala prot. n. 358/2025 del 18.06.2025, con il quale è stata respinta la richiesta di visto presentata dalla medesima ricorrente “per mancanza dei requisisti previsti”, in una agli atti preordinati, connessi e conseguenziali; nonché per il riconoscimento del diritto della ricorrente ad ottenere il predetto visto.

Giustizia amministrativa202513165

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia in Kampala

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento dell'Ambasciata d'Italia in Kampala che aveva respinto la richiesta di visto per lavoro subordinato per asserita mancanza dei requisiti previsti, chiedendone l'annullamento previa sospensione e il riconoscimento del diritto al rilascio del visto. L'Amministrazione si è costituita resistendo al ricorso. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti contro il diniego.

La decisione

Il TAR, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché nelle more del giudizio il visto richiesto è stato rilasciato. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego. Le spese sono state compensate: il giudice ha ritenuto di non poter dichiarare la soccombenza virtuale dell'Amministrazione in ragione della procura alle liti rilasciata all'estero, ritenuta non conforme ai requisiti indicati dal Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 ottobre 2025, n. 11.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata all'esito della camera di consiglio, previa audizione delle parti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rilascio del visto richiesto nelle more del giudizio determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione del diniego e comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
  • Quando il provvedimento impugnato è superato dal rilascio del titolo richiesto, il giudice non procede all'esame della legittimità dell'atto né alla verifica della soccombenza virtuale se sussistono ragioni processuali ostative, nella specie connesse alla non conformità della procura alle liti rilasciata all'estero.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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