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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25035/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in quattro motivi: 1) vizio per mancata querela dopo il mutamento del regime di procedibilità per il reato di tentato furto a seguito del d.lgs. n.150/2022; 2) violazione delle garanzie difensive e inutilizzabilità di dichiarazioni confessorie e di atti di indagine (sequestri), con richiamo agli artt. 62, 63, 191, 350 c.p.p., art.111 Cost. e art.6 CEDU; 3) nullità delle notificazioni (decreto di citazione a giudizio e sentenza) per essere state effettuate presso un difensore domiciliatario la cui nomina fiduciaria era stata revocata; 4) mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione e travisamento degli atti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che, nonostante il d.lgs. n.150/2022 abbia trasformato il furto in reato procedibile a querela, la costituzione di parte civile dell'ENI s.p.a. (con persistenza nei gradi successivi) manifesta la volontà di punizione e mantiene la procedibilità; sul secondo motivo ha ritenuto utilizzabile la deposizione del teste (ufficiale dei Carabinieri) sulle dichiarazioni rese dall'imputato a tecnici presenti in loco, non soggette al divieto di utilizzazione e, in ogni caso, il motivo è stato considerato generico; sul terzo motivo ha affermato la validità della notifica presso il domiciliatario perché l'elezione di domicilio permane fino a revoca espressa e non è automaticamente estinta dalla nomina di altro difensore; sul quarto motivo lo ha dichiarato inammissibile per genericità e per chiedere una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento di cassazione e a versare alla Cassa delle ammende €3.000,00. La richiesta di rifusione delle spese della parte civile in Cassazione è stata respinta per tardività delle conclusioni dell'ENI s.p.a.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    art. 85 (disciplina transitoria)

    Il mutamento a procedibilità a querela opera retroattivamente per il beneficio dell'imputato, ma l'art.85 prevede che quando la persona offesa sia già a conoscenza del reato il termine per la querela decorre dalla data di entrata in vigore; la Corte ha ritenuto che la costituzione di parte civile esprime la volontà di punizione, evitando la necessità di una querela formale successiva.

  • codice penale

    Principio di retroattività della norma penale più favorevole richiamato per l'operatività della nuova procedibilità.

  • codice di procedura penale

    artt. 606, 171, 177, 161, 420, 420-bis, 420-ter, 63, 350, 616

    Art.606 richiamato come titolo dei motivi di cassazione; artt.171 e 177 statuizioni sulla nullità delle notificazioni; art.161 sull'elezione di domicilio che perdura fino a revoca espressa; artt.420 e 420-ter relative agli effetti della nullità e alla prova della conoscenza del procedimento; art.63 e 350 valutati in relazione all'inutilizzabilità delle dichiarazioni, con la Corte che ha distinto dichiarazioni rese ad agenti/ausiliari dalla testimonianza su fatti direttamente percepiti; art.616 usato per la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.

  • giurisprudenza delle Sezioni Unite

    Sez. U, n. 40150 del 21/06/2018 (Salatino); Sez. U, n. 5540 del 17/04/1982 (Corapi); Sez. 5, n. 44114 del 10/10/2019 (Giaimo)

    Principio consolidato secondo cui la volontà di punizione della persona offesa può desumersi dalla costituzione di parte civile e dalla sua persistenza, evitando l'obbligo di una querela formale successiva in caso di mutamento del regime di procedibilità.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    art. 6 (diritto a un giusto processo)

    Rilevata nei motivi del ricorrente come parametro di tutela delle garanzie difensive; però la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione grave degli obblighi difensivi tali da determinare inutilizzabilità delle prove o annullamento.

Massime di principio

  • Se una persona offesa si costituisce parte civile e mantiene tale posizione nei gradi successivi, questa può sostituire o integrare la formale querela quando il reato diventa procedibile a querela a seguito di modifica normativa.
  • L'elezione di domicilio presso un difensore rimane valida fino a revoca espressa. La semplice sostituzione del difensore non annulla automaticamente la domiciliazione, per cui le notifiche eseguite presso il domiciliatario risultano valide salvo revoca formale.
  • Le notificazioni sono perfezionate se l'atto è entrato nella sfera di conoscibilità del destinatario; l'effettiva conoscenza non è requisito di validità della notifica, ma è necessaria la prova certa della conoscenza quando si intenda procedere in assenza dell'imputato.
  • Dichiarazioni rese dall'imputato a privati (es. tecnici) e riferite da un ufficiale di polizia giudiziaria possono essere utilizzate se il teste ha direttamente percepito i fatti; il divieto di utilizzazione delle confessioni riguarda dichiarazioni rese in assenza delle garanzie solo quando siano rese alla polizia giudiziaria o a suoi ausiliari rilevanti ai sensi della norma.
  • Motivi generici o che chiedono una rivalutazione del fatto e delle prove sono frequentemente dichiarati inammissibili in sede di legittimità: in Cassazione va indicata la specifica violazione di norme di diritto o un vizio logico-giuridico della motivazione.

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