Sentenza n. 1571/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento silenzio formatosi sull’atto di diffida inoltrato dal ricorrente al Comune di Monte di Procida ed alla Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli in data 6 settembre 2025 e volto ad ottenere definitivo esame, da parte delle intimate Amm.ni, delle separate istanze di condono edilizio ex L. 724/94, inoltrate in data 29/03/1995 con prot. nn. 4240, 4241, 4242 e 4243 dell’indicato Comune in relazione all’intero fabbricato sviluppato su 4 livelli fuori terra, identificato in catasto al folio 3, p.lla 461, subb. 1, 2, 3, 4, 5 e 6
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio del Comune sull’istanza-diffida volta a ottenere la definizione di istanze di condono edilizio relative a un fabbricato confinante e l’eventuale successivo esercizio dei poteri repressivi
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario di terreni confinanti con un fabbricato realizzato abusivamente, ha chiesto al Comune di Monte di Procida di concludere espressamente i procedimenti relativi a quattro istanze di condono edilizio presentate nel 1995 ai sensi della l. 724/1994, prospettando la difformità dell’opera dalle regole urbanistiche e chiedendo, in caso di rigetto delle istanze, l’esercizio dei poteri ripristinatori e sanzionatori. Il Comune è rimasto inerte. Il ricorrente ha quindi proposto azione avverso il silenzio, deducendo la violazione dell’obbligo di provvedere. Il Comune ha eccepito il difetto di interesse, sostenendo che il ricorrente avrebbe fatto valere soltanto la vicinitas e rappresentando che le istanze di condono sarebbero esaminate secondo l’ordine cronologico. I controinteressati hanno eccepito il difetto di legittimazione, sostenendo che il ricorrente avrebbe perso la disponibilità del proprio bene a seguito dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione, ai sensi dell’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha respinto l’eccezione dei controinteressati perché non risultava adottato alcun provvedimento comunale di acquisizione dell’immobile del ricorrente al patrimonio comunale né alcun ordine di sgombero; pertanto, il ricorrente conservava una relazione qualificata con il bene. Ha respinto anche l’eccezione del Comune, rilevando che l’interesse dedotto non consisteva nella mera vicinitas, ma nel pregiudizio concreto arrecato all’esercizio dell’inspectio e della prospectio sulla proprietà confinante. Nel merito, ha affermato che il proprietario del fondo limitrofo è titolare di un interesse legittimo all’esercizio dei poteri comunali di vigilanza e repressione degli abusi edilizi e può agire contro il silenzio. Lo stesso principio opera quando l’interesse del confinante impone, preliminarmente, l’esame delle domande di condono presentate per l’opera contestata. Il Comune aveva l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, quale che fosse il contenuto, in forza dell’art. 2 l. 241/1990. Il TAR ha quindi ordinato al Comune di provvedere sull’istanza-diffida entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. In caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il dirigente della Direzione Pianificazione territoriale metropolitana della Città Metropolitana di Napoli, con facoltà di delega, prevedendo ulteriori sessanta giorni per l’esecuzione. Il Comune è stato condannato alle spese per euro 1.500, oltre accessori e rimborso del contributo unificato; spese compensate nei rapporti residui.
Norme richiamate
art. 31 c.p.a.
Consente al proprietario del fondo confinante, titolare di un interesse legittimo all’esercizio dei poteri di vigilanza edilizia, di agire contro il silenzio dell’amministrazione.
art. 117 c.p.a.
Nel giudizio avverso l’inerzia, l’interesse azionato consiste nell’ottenere una formale manifestazione di volontà dell’amministrazione e la conclusione espressa del procedimento.
art. 2 l. 241/1990
Impone all’amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro un termine, anche quando l’esito possa essere di accoglimento o di rigetto.
art. 97 Cost.
È richiamato quale fondamento del dovere di chiarezza e tempestività dell’azione amministrativa.
art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001
Invocato dai controinteressati per sostenere la perdita della disponibilità del bene da parte del ricorrente; il TAR ha escluso che tale conseguenza fosse dimostrata, in mancanza di un provvedimento di acquisizione e di sgombero.
l. 724/1994
Disciplina il condono edilizio cui si riferiscono le istanze presentate nel 1995; il Comune è tenuto a definirle espressamente nell’ambito dell’attività necessaria per riscontrare la diffida del proprietario confinante.
Massime di principio
- Il proprietario di un fondo confinante con un’opera asseritamente abusiva è titolare di una posizione qualificata e di un interesse legittimo all’esercizio dei poteri comunali di vigilanza edilizia quando deduca un pregiudizio concreto alla fruizione della propria proprietà, non limitandosi ad allegare la mera vicinitas.
- L’interesse del proprietario confinante può fondare l’azione avverso il silenzio anche quando l’esercizio dei poteri repressivi presupponga il previo esame di istanze di condono edilizio relative all’opera contestata.
- L’amministrazione comunale ha l’obbligo di concludere con un provvedimento espresso il procedimento attivato da una circostanziata istanza di verifica e repressione di abusi edilizi, quale che sia il contenuto finale della determinazione.
- Nel giudizio avverso il silenzio, il bene della vita consiste, di regola, nell’ottenimento di una manifestazione formale di volontà dell’amministrazione; il giudice può ordinare la conclusione del procedimento senza imporre uno specifico esito sostanziale, salvo che non residuino margini di discrezionalità e non siano necessari ulteriori accertamenti istruttori.
- La perdita della disponibilità di un immobile ai sensi dell’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 non può essere affermata in assenza dell’adozione di un provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale e di un ordine di sgombero nei confronti dell’interessato.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 525/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 519/2026 - Torino, Sezione 3
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 520/2026 - Torino, Sezione 3
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 521/2026 - Torino, Sezione 1
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 522/2026 - Torino, Sezione 1
- Sentenza · 6 mar 2026Sentenza n. 523/2026 - Torino, Sezione 1
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →