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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32910/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La SMEDA impugnava l'ordinanza del 30/01/2025 del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato il riesame del provvedimento del G.i.p. del 09/01/2025, con cui era stato disposto il sequestro preventivo della società per il delitto di estorsione. I motivi principali del ricorso erano: (1) violazione del principio della "domanda cautelare": il Pubblico Ministero aveva chiesto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321, comma 2, c.p.p.), mentre il G.i.p. e il Tribunale avevano disposto un sequestro con finalità impeditiva (art. 321, comma 1, c.p.p.), determinando una divergenza fra domanda e provvedimento; (2) carenza/apperenza della motivazione ex art. 125, comma 3, c.p.p., e violazione del principio di proporzionalità/adeguatezza nella misura reale, non avendo valutato adeguatamente l'attività lecita preponderante della società e la documentazione prodotta (consulenza sul prezzo di mercato); (3) travisamento delle dichiarazioni di un teste (Fortunato Aniello) sul requisito del fumus commissi delicti.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha rilevato che il pubblico ministero aveva chiesto il sequestro finalizzato alla confisca ma il G.i.p. e il Tribunale avevano motivato il vincolo con ragioni proprie del sequestro impeditivo (pertinenza dell'azienda al reato e pericolo che la sua disponibilità potesse aggravare o protrarre le conseguenze), senza motivare il periculum in mora richiesto per il sequestro finalizzato alla confisca. Perciò è stata riscontrata la violazione del principio della domanda cautelare. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il provvedimento del G.i.p. limitatamente al sequestro della SMEDA S.r.l. e ha disposto la restituzione all'avente diritto dei beni sequestrati. Gli altri motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (comma 1 e comma 2)

    Distinzione tra sequestro preventivo con finalità impeditiva (comma 1: sottrarre l'uso del bene per evitare che aggravi o prolunghi le conseguenze del reato) e sequestro preventivo finalizzato alla confisca (comma 2: anticipare l'ablazione per evitare dispersione o alterazione del bene); ciascuna finalità richiede presupposti e motivazione specifica e non sono intercambiabili.

  • art. 240 cod. pen.

    Riferito alla confiscabilità dei beni: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede che il bene sia confiscabile secondo le disposizioni penali o speciali e che il provvedimento espliciti il periculum in mora giustificante l'anticipazione dell'effetto ablativo.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiesta di motivazione sufficiente del provvedimento cautelare; nel caso di sequestro di impresa deve essere valutata e motivata l'adeguatezza e la proporzionalità dell'ablazione rispetto all'attività lecita e all'uso eventualmente strumentale dell'azienda al reato.

  • Principio della "domanda cautelare" (giurisprudenza: Sez. 3, n. 10400 del 19/11/2024, BUSINESS MANAGEMENT S.R.L.)

    In tema di misure cautelari reali, il giudice non può mutare la finalità della misura richiesta dal pubblico ministero (da confisca a impeditiva o viceversa), perché ciò rende inesistente la motivazione rispetto all'esigenza cautelare indicata e impedisce al giudice del riesame di integrarla.

  • Giurisprudenza su periculum e pertinenza (es. Sez. 5, n. 22612 del 09/02/2010, Trotta; Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021, Ellade)

    Per il sequestro impeditivo è necessario dimostrare la pertinenzialità del bene e il concreto pericolo che la sua disponibilità aggravi o prolunghi le conseguenze del reato; per il sequestro finalizzato alla confisca occorre specificare il periculum in mora, ossia il rischio che il bene venga disperso, alterato o sottratto prima della confisca.

Massime di principio

  • Se il pubblico ministero chiede un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, il giudice non può adottare un provvedimento motivato sulla base di finalità impeditive: ciò integra violazione del principio della domanda cautelare e può determinare la nullità/annullamento del provvedimento.
  • Il sequestro preventivo con finalità di confisca richiede specifica motivazione sul periculum in mora (rischio di dispersione, alterazione, utilizzo o alienazione del bene nelle more del giudizio); l'assenza di tale motivazione rende illegittimo il sequestro confisca.
  • Il sequestro preventivo con finalità impeditiva richiede dimostrazione della pertinenzialità del bene rispetto al reato e del concreto pericolo che la sua disponibilità possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare ulteriori illeciti.
  • Nel sequestrare un'impresa occorre valutare la proporzionalità e l'adeguatezza della misura rispetto all'importanza dell'attività lecita svolta: il giudice deve considerare e motivare il peso dell'uso strumentale dell'azienda al reato rispetto alla normale attività economica e agli elementi probatori prodotti dalla difesa (es. consulenze tecniche sul prezzo di mercato).
  • Quando sussiste una divergenza tra la domanda del PM e il contenuto motivazionale del provvedimento, il giudice del riesame non può supplire integrando la motivazione; la violazione può portare all'annullamento senza rinvio della misura specificamente riferita ai beni interessati.
  • Per evitare rischi di annullamento, il PM dovrebbe formulare chiaramente la finalità del sequestro richiesta e il giudice, se ritiene diversa la finalità, deve richiedere integrazioni o motivare espressamente sulla diversa finalità e sui relativi presupposti giustificativi.

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