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Ordinanza

Ordinanza n. 715/2026 - Bologna, Sezione 2

avvero il silenzio serbato dall’Amministrazioni intimata in ordine all’istanza di accesso presentata in data 4.12.2025; nonché per l'accertamento dell'obbligo dell’Amministrazione intimata di provvedere in ordine all'istanza; e per la condanna della stessa Amministrazione a provvedere in ordine all'istanza, entro un termine non superiore a trenta giorni; e per la nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, comma 3 c.p.a. in caso di inadempimento.

Giustizia amministrativa202600171

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza di accesso documentale del 4 dicembre 2025

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso avverso il silenzio serbato dal Comune di Castel di Casio sull'istanza di accesso presentata il 4 dicembre 2025, chiedendo l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere, la condanna a provvedere entro trenta giorni e, in caso di ulteriore inadempimento, la nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a. Nel giudizio il Comune si è costituito producendo diversi atti e dichiarando di non essere in possesso dell'ulteriore documentazione richiesta. Il TAR ha rilevato, inoltre, la non specificità delle ulteriori richieste documentali formulate dai ricorrenti.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda principale, ma ha disposto incombenti istruttori e rinviato la discussione all'udienza camerale dell'11 giugno 2026. Ha ordinato ai ricorrenti di depositare, entro dieci giorni dalla notificazione dell'ordinanza, un elenco puntuale degli specifici documenti richiesti. Ha poi ordinato al Comune, entro trenta giorni dal deposito dell'elenco, di consegnare ai ricorrenti i documenti in suo possesso indicati nell'elenco oppure di depositare una dettagliata relazione del dirigente comunale competente sui motivi ostativi alla consegna, compresa l'eventuale inesistenza dei documenti presso l'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 3, c.p.a.

    La disposizione è richiamata dai ricorrenti quale base per la richiesta di nomina di un commissario ad acta in caso di mancata esecuzione dell'eventuale ordine giudiziale di provvedere.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato dal TAR quale fondamento dei poteri istruttori esercitati nel giudizio.

  • art. 66 c.p.a.

    Richiamato dal TAR tra le disposizioni processuali applicabili all'attività istruttoria.

  • art. 67 c.p.a.

    Richiamato dal TAR tra le disposizioni processuali applicabili all'attività istruttoria.

Massime di principio

  • Nel giudizio instaurato contro il silenzio sull'istanza di accesso, quando l'amministrazione dichiara di non detenere parte della documentazione richiesta e la domanda del ricorrente non individua specificamente i documenti, il giudice può disporre un'istruttoria finalizzata a precisare l'oggetto dell'accesso e a verificare quali atti siano effettivamente nella disponibilità dell'amministrazione.
  • Il richiedente l'accesso deve individuare in modo puntuale e specifico i documenti pretesi; una richiesta documentale non sufficientemente determinata può giustificare un ordine giudiziale di precisazione prima della decisione sulla sussistenza dell'obbligo di provvedere.
  • A fronte dell'individuazione puntuale dei documenti, l'amministrazione deve consegnare quelli in proprio possesso oppure documentare, mediante una relazione dettagliata del dirigente competente, le ragioni ostative alla consegna, inclusa l'eventuale inesistenza degli atti presso l'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleIstruttoria processuale
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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