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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 24700/2021 del 14/09/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per revocazione dell'ordinanza della Corte di Cassazione (15/03/2019) che aveva rigettato le domande del ricorrente di riliquidazione della pensione integrativa e dell'indennità di buonuscita sulla base della retribuzione dirigenziale riferita al periodo in cui aveva svolto incarico di reggenza (10/07/1998-31/08/1999). Il ricorrente deduceva errore di fatto (art. 391-bis c.p.c. in relazione all'art. 395 n.4) sostenendo che l'incarico dirigenziale fosse stato effettivamente svolto in via esclusiva e stabile e che pertanto le maggiori competenze dovessero essere computate in modo continuativo ai fini pensionistici e dell'indennità di buonuscita.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il controricorso dell'INPS per difetto di prova della rappresentanza (mancato deposito della procura speciale conferita dal dott. Giovanni Di Monde). Sul merito, il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile perché l'errore dedotto riguarda l'interpretazione del giudicato e questioni di diritto (natura dell'incarico e del compenso), non un errore di fatto interno agli atti di legittimità suscettibile di revocazione. Non sono state liquidate le spese e si è dato atto dell'obbligo del ricorrente di versare l'ulteriore importo del contributo unificato ai sensi dell'art. 13 comma l-quater del DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176), art. 23 comma 8-bis

    art. 23, comma 8 bis del D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, convertito con modificazioni nella legge 18 dicembre 2020 n. 176

    Regola i termini e le modalità della dichiarazione di conclusioni scritte e della trattazione camerale nel procedimento di legittimità; utilizzato per motivare il deposito di conclusioni scritte e le conseguenze procedurali relative all'adunanza in camera di consiglio.

  • Codice di Procedura Civile, art. 391-bis

    Norma sulla revocazione per errore di fatto: la Corte ricorda che l'errore rilevante deve essere un errore 'interno' agli atti di legittimità (percezione o svista materiale) e non un errore di diritto o di valutazione.

  • Codice di Procedura Civile, art. 395, n. 4

    Indica i motivi di revocazione; la Corte precisa che non sono ammessi errori che costituiscono interpretazione del giudicato o valutazioni giuridiche, quindi il motivo prospettato non rientra tra quelli revocatori ammissibili.

  • Codice di Procedura Civile, art. 378

    Riferito alla memoria del ricorrente e alla tempestività dell'eccezione sulla rappresentanza; utilizzato per valutare l'eccezione di inammissibilità del controricorso.

  • Codice di Procedura Civile, art. 372

    art. 372, secondo comma c.p.c.

    Regola la notificazione dei documenti depositati in sede di camera di consiglio; la Corte osserva che l'INPS non ha notificato la procura contestata all'altra parte nei termini richiesti.

  • D.P.R. 31 gennaio 1973, n. 1032, artt. 3 e 38

    artt. 3 e 38 d.p.r. 1032/1973

    Norme sul calcolo dell'indennità di buonuscita: la giurisprudenza richiamata e la Corte sostengono che per incarichi dirigenziali temporanei di reggenza la base di calcolo è lo stipendio di qualifica e non l'emolumento temporaneo corrisposto.

  • D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 52

    Norma sull'affidamento di incarichi dirigenziali temporanei di reggenza; la Corte la usa per distinguere incarichi temporanei/interinali da posizioni dirigenziali sostanziali ai fini del trattamento pensionistico e della buonuscita.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma l-quater

    art. 13 comma lquater del d.p.r. n. 115 del 2002

    Prevede l'aggravio del contributo unificato; la Corte dà atto che sussistono i presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • La revocazione per errore di fatto (art. 391-bis) è ammissibile solo per errori 'interni' alla decisione di legittimità (svista o percezione manifestamente falsa) e non per errori di diritto o di interpretazione del giudicato.
  • Quando la controversia coinvolge valutazioni o interpretazioni del giudicato esterno, tali questioni sono di natura giuridica: la loro rettifica non può avvenire tramite revocazione per errore di fatto ma richiede rimedi di diritto diversi.
  • I compensi corrisposti per incarichi dirigenziali temporanei/interinali (reggenza) non sono automaticamente computabili nella base pensionabile o nella buonuscita se sono qualificati come emolumenti non fissi né continuativi; occorre verificare la natura stabile e durevole dell'incarico.
  • In caso di costituzione di una persona giuridica tramite soggetto investito di poteri, se la rappresentanza deriva da atto pubblico (procura notarile), tale documento deve essere depositato con il ricorso o il controricorso; la mancata produzione può comportare l'inammissibilità dell'atto processuale.
  • Se la parte avversaria solleva tempestivamente eccezione sulla rappresentanza, grava sulla parte costituita l'onere di provare la legittimazione a rappresentare; la prova può, ove ammessa, essere depositata anche nelle fasi camerali se consentito, ma la mancata produzione comporta conseguenze.
  • Proceduralmente, chi intende sanare un difetto di rappresentanza deve depositare e notificare il documento idoneo nei termini indicati, altrimenti il controricorso/ricorso può essere dichiarato inammissibile.

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