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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7083/2022 del 28/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo del capitale sociale e dell'intero compendio aziendale della Iron Worker S.r.l. (quota 60% a Palone Bruno, 40% a Palone Yuri) ex art.416-bis, comma 7 c.p. Il ricorrente ha censurato la totale mancanza di un nesso probatorio fra la Iron Worker e i reati fiscali oggetto delle indagini su altre società e soggetti, l'assenza di contestazioni a carico della Iron Worker e dei Palone nelle indagini, l'insufficienza delle argomentazioni che collegano la società a soggetti indagati (es. Mangone, Gallo) per fatti riferiti ad altra impresa (ALA Confezioni), e la mancata dimostrazione di un'eventuale intestazione fittizia delle quote societarie necessaria per la confisca c.d. allargata ex art.240-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio radicale della motivazione e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Catanzaro per nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha valutato compiutamente i presupposti del sequestro (fumus del reato, periculum in mora, pertinenzialità del bene), non ha indicato quale specifica condotta collegasse la Iron Worker ai reati contestati e non ha chiarito se il sequestro fosse volto a impedire l'aggravamento del reato (sequestro impeditivo) o finalizzato alla confisca. In sede di rinvio il giudice dovrà motivare adeguatamente la sussistenza del legame oggettivo tra società e reato, nonché fornire elementi di prova specifici se si invoca la confisca allargata (intestazione fittizia, sproporzione dei beni, provenienza illecita, ecc.).

Norme richiamate

  • art. 416-bis, comma 7, cod. pen.

    Norma richiamata come base per il sequestro preventivo di beni riferibili ad associazione mafiosa; la Corte richiede che, anche quando si invoca tale norma, sia provato il nesso effettivo tra la società e le condotte criminose oggetto delle indagini.

  • art. 240-bis, cod. pen.

    Disciplina la confisca in casi particolari (c.d. confisca allargata) per intestazioni fittizie: la Corte ha evidenziato che per applicarla è necessario dimostrare elementi fattuali indicativi della simulazione dell'intestazione e, se i titolari non sono indagati, altresì la sproporzione tra beni e redditi.

  • art. 321, cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo. La Corte ha richiamato i presupposti richiesti (fumus commissi delicti, periculum in mora, pertinenzialità del bene) e ha censurato l'omessa o insufficiente valutazione di ciascuno di essi da parte del Tribunale del riesame.

  • art. 240, cod. pen.

    Confisca ordinaria: la Corte ha ricordato che per questa forma di confisca occorre dimostrare che i beni siano prezzo, prodotto o profitto del reato, o che provengano da attività illecite o siano reimpiego di proventi illeciti.

  • art. 325, cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali alla violazione di legge; la Corte ha precisato che la nozione di vizio di legge include anche vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di beni societari richiede sempre la dimostrazione del fumus del reato, del periculum in mora e della pertinenzialità del bene rispetto alle condotte criminose: non basta un collegamento indiretto o il coinvolgimento degli stessi soci in altre società.
  • Per il sequestro impeditivo (finalizzato a impedire l'aggravamento delle conseguenze del reato) è necessaria la prova di un legame obiettivo e strumentale tra la società sequestrata e la commissione dei reati; non è sufficiente l'esistenza di rapporti personali o passati amministrativi slegati dalla società sequestrata.
  • Quando si invoca la confisca 'allargata' ex art.240-bis c.p. occorre fornire elementi probatori della simulazione dell'intestazione e, se i titolari non sono indagati, dimostrare la sproporzione tra beni e redditi o altri indici di provenienza illecita.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve essere completa e logicamente collegata alle risultanze istruttorie: l'omissione di un'analisi puntuale dei presupposti comporta l'annullamento in sede di legittimità.
  • In sede di riesame e di giudizio di merito il giudice deve esplicitare se il sequestro è diretto a impedire ulteriori reati o a preservare l'oggetto della confisca, e fornire elementi concreti a sostegno di tale scelta.

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