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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28776/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il motivo non manifestamente infondato e ha censurato la mancata valutazione da parte della Corte d'appello degli elementi probatori idonei alla derubricazione. Tuttavia, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione (decorsa la prescrizione di dieci anni dal fatto per il reato di ricettazione).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata derubricazione della condotta nel delitto di furto. Si deduceva che la Corte di appello non ha valutato prove e dichiarazioni (la confessione dell'imputato in sede di convalida dell'arresto e le dichiarazioni del proprietario dell'autovettura, che in dibattimento ha anche rimesso la querela) che avrebbero potuto portare alla riqualificazione in furto, con conseguente perdita della condizione di procedibilità. Si osservava inoltre che la condanna per ricettazione è ormai estinta per prescrizione, essendo trascorsi dieci anni dalla consumazione.

Norme richiamate

  • delitto di furto (Codice Penale)

    La Corte ha sottolineato che la mancata valutazione degli elementi concernenti la modalità del furto e la remissione della querela può incidere sulla derubricazione e sulla condizione di procedibilità; laddove non sussistano aggravanti che rendano procedibile d'ufficio il furto, la querela del proprietario è rilevante

  • delitto di ricettazione (Codice Penale)

    La sentenza impugnata aveva contestato anche il reato di ricettazione, ma la Corte ha rilevato che tale reato è ormai estinto per prescrizione dopo dieci anni dalla consumazione

  • prescrizione (normativa sulla estinzione del reato)

    La Corte ha applicato il principio per cui, se il termine di prescrizione è decorso, il reato si estingue e la sentenza dev'essere annullata senza rinvio per tale motivo

Massime di principio

  • Se vi sono elementi probatori (confessione, dichiarazioni del proprietario, remissione della querela) che possono portare alla derubricazione in furto, il giudice di merito deve valutarli esplicitamente; la loro omissione può costituire vizio di motivazione
  • La qualificazione del fatto (es. furto vs altri reati) può incidere sulla condizione di procedibilità: se il reato in questione richiede querela e questa viene rimessa dal querelante, può venir meno l'interesse alla prosecuzione
  • Quando pendono più capi di imputazione, occorre verificare separatamente la decorrenza dei termini di prescrizione per ciascun reato; la prescrizione estinta porta all'annullamento senza rinvio rispetto a quel reato
  • In ricorsi per cassazione è utile dedurre sia vizi di diritto sia omissioni di valutazione della prova che possano condurre a diversa valutazione della procedibilità o alla derubricazione
  • Se il giudice d'appello non affronta specifici elementi decisivi emersi in dibattimento (confessioni, ritrattazioni, remissioni di querela), il ricorrente ha fondamento per far valere vizio di motivazione

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