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Ordinanza

Ordinanza n. 230/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501941

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Dispaccio di trasferimento del personale dell’Esercito, relativo elenco di assegnazione e successiva comunicazione di conferma

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, anche mediante motivi aggiunti, il dispaccio adottato dal Dipartimento Impiego Personale dell’Esercito Italiano, l’elenco allegato e la successiva comunicazione, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. La contestazione riguardava la preferenza accordata a un controinteressato rispetto al ricorrente nell’assegnazione della sede. Il ricorrente ha dedotto vizi dell’azione amministrativa, la cui specifica articolazione non è riportata nel testo dell’ordinanza. L’Amministrazione ha depositato giustificazioni concernenti la preferenza accordata al controinteressato, ritenute non manifestamente irragionevoli nella sommaria fase cautelare. Il TAR ha inoltre rilevato, senza definirla, la dubbia tempestività dei motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al periculum in mora, ha escluso la sussistenza di un danno grave e irreparabile, rilevando che il trasferimento costituisce elemento intrinseco dello status militare e che i meri disagi connessi al trasferimento, così come il rischio che nelle more venga assegnato altro personale alla sede desiderata, non sono sufficienti in assenza di serie e comprovate ragioni ulteriori. Quanto al fumus boni iuris, il Collegio ha ritenuto che le giustificazioni dell’Amministrazione sulla preferenza accordata al controinteressato non fossero manifestamente irragionevoli, riservando il loro più approfondito esame alla fase di merito. In vista della decisione di merito, è stato disposto un incombente istruttorio: il Capo del Dipartimento Impiego del personale presso lo Stato Maggiore dell’Esercito dovrà depositare, tramite PAT entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, una relazione illustrativa sui fatti di causa, con eventuali controdeduzioni ai motivi di ricorso e la documentazione richiamata o comunque utile. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.

    La domanda cautelare è esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con valutazione sommaria del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare relativo a un trasferimento di personale militare, il pericolo di danno grave e irreparabile non può essere desunto dai soli disagi normalmente conseguenti al trasferimento, poiché il trasferimento è elemento intrinseco dello status militare.
  • La tutela cautelare contro il trasferimento di un militare presuppone l’allegazione e la prova di serie e comprovate ragioni di pregiudizio, ulteriori rispetto al mero disagio derivante dal mutamento di sede o al rischio di perdere, nelle more del giudizio, l’assegnazione presso la sede desiderata.
  • Il fumus cautelare è insussistente quando le giustificazioni dell’Amministrazione relative alla preferenza accordata a un altro militare non risultino manifestamente irragionevoli, ferma la possibilità di un più approfondito esame nella fase di merito.
  • Quando la decisione di merito richiede la verifica documentale delle giustificazioni dell’Amministrazione, il giudice può disporre un incombente istruttorio, ordinando alla competente autorità amministrativa di depositare una relazione sui fatti, controdeduzioni e la documentazione utile.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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