Cassazione Penale, Sentenza n. 40829/2022 del 27/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente, su segnalazione di Paolo Savio imputato per reati indicati (artt. 56, 629 c.p.), ha trasmesso gli atti alla Corte di Cassazione prospettando un conflitto di competenza tra il Tribunale di Bolzano e la Corte d'appello di Trieste. L'eccezione si fondava sulla pendenza di un procedimento civile davanti alla Corte d'appello di Trieste relativo alla trasferibilità delle quote della "Azienda agricola Maia" (azione promossa da Savio quale legale rappresentante della s.r.l.s. Immoniziative), con appello coinvolgente più soggetti, e sull'asserita coincidenza o sovrapposizione del fatto contestato in sede penale con le questioni civilistiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il conflitto insussistente e ha disposto la restituzione degli atti al Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bolzano. Ha ritenuto che non ricorresse la situazione prevista dall'art. 30, comma 2, c.p.p. (due o più giudici che contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione dello stesso fatto attribuito alla stessa persona). Il Collegio ha richiamato il precedente orientamento (Sez. I, n. 31660/2021) e ha sottolineato che la semplice richiesta della parte volta a far declinare la competenza non legittima di per sé la trasmissione per conflitto se il giudice non ha già assunto una decisione di presa o rifiuto di cognizione; in tali ipotesi l'eccezione resta un'ordinaria questione di incompetenza da decidere dal giudice adito.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Norma richiamata come base per la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione in caso di conflitto di competenza; la Corte interpreta la disposizione nel senso che la trasmissione prevista presuppone l'effettiva esistenza di un conflitto concreto tra giudici.
art. 30, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte precisa che l'obbligo di trasmettere immediatamente la denuncia di conflitto alla Cassazione sussiste solo quando sia astrattamente configurabile una situazione in cui più giudici contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona.
art. 121 cod. proc. pen.
La norma è richiamata per distinguere la fattispecie: se la parte sollecita il giudice a declinare competenza e il giudice non ritiene di aderire, l'atto va considerato alla stregua di una comune eccezione di incompetenza ai sensi di tale articolo, non già come denuncia di conflitto da trasmettere alla Cassazione.
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176
Richiamata in relazione alla modalità di deposito della requisitoria scritta del Procuratore generale; usata per segnalare che il PG ha espresso per iscritto la richiesta di non accogliere il conflitto.
Giurisprudenza Cassazione (Sez. I, n. 31660 del 01/07/2021, Rv. 281760)
Precedente richiamato che afferma il principio per cui il conflitto di competenza sussiste solo se è realmente configurabile la contemporanea presa o rifiuto di cognizione del medesimo fatto da parte di più giudici; il Collegio applica tale orientamento al caso concreto.
Massime di principio
- Il conflitto di competenza ai sensi dell'art. 30 c.p.p. richiede una situazione concreta e contemporanea in cui due o più giudici prendono o rifiutano di prendere cognizione dello stesso fatto attribuito alla stessa persona; non è sufficiente la sola richiesta di una parte.
- Se la parte chiede che il giudice declini competenza ma il giudice non adotta alcuna decisione declinatoria, la richiesta costituisce una ordinaria eccezione di incompetenza (art. 121 c.p.p.) che il giudice adito deve decidere e non un automatico presupposto per la trasmissione alla Cassazione per conflitto.
- La mera pendenza di un procedimento civile afferente a questioni correlate non determina di per sé un conflitto di competenza con un procedimento penale, salvo che il fatto materiale contestato e la persona cui è attribuito siano identici e vi sia contemporanea attività o rifiuto di cognizione da parte di più giudici.
- Il giudice che riceve una sollecitazione a formare il conflitto deve valutare preliminarmente se esiste effettivamente la situazione normativa di conflitto; in caso contrario deve decidere sull'eccezione di incompetenza e non trasferire gli atti alla Corte di Cassazione.
- Nel dubbio, il ricorso alla valutazione comparata dei capi di imputazione, dell'identità soggettiva e della corrispondenza dei fatti è essenziale per stabilire se si tratta di questioni distinte (civili vs penali) o di identità del fatto tale da giustificare un conflitto.
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