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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 320/2025 del 07/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 04/09/2024 che aveva dichiarato l'inammissibilità dell'istanza di ammissione provvisoria ad affidamento in prova al servizio sociale ritenendo che il fine pena fosse superiore a quattro anni. La ricorrente ha contestato il calcolo del residuo di pena adottato dal Magistrato, sostenendo che il provvedimento aveva considerato solo le condanne originarie (scadenza 28/02/2032) senza tener conto di successivi eventi processuali e amministrativi che rideterminavano la pena residua: concessione di liberazione anticipata per periodo di presofferta, applicazione dell'istituto della continuazione con ordinanza del Tribunale di Pescara del 07/12/2023 (rideterminazione della pena complessiva in anni 6 e mesi 2) e successivo ricalcolo del residuo pena operato dalla Procura di Pescara in data 28/02/2024 che fissava il fine pena al 02/01/2028. Per tali ragioni il residuo sarebbe inferiore ai quattro anni e l'istanza non poteva essere dichiarata inammissibile.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che il Magistrato di sorveglianza avesse utilizzato un computo della pena residua errato e non aggiornato, fondato sulle sole originarie condanne, senza considerare la liberazione anticipata, l'applicazione della continuazione e il ricalcolo formale operato dalla Procura nonché l'ordinanza ex art. 81 cod. pen. L'erroneo computo ha comportato la declaratoria di inammissibilità illegittima dell'istanza. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere per una nuova valutazione dell'istanza alla luce del corretto calcolo della pena residua.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    La norma è stata richiamata in relazione ai requisiti di ammissibilità per l'affidamento in prova, in particolare al limite del residuo di pena. Va applicata tenendo conto del calcolo corretto e aggiornato della pena residua; un computo errato può rendere illegittima la dichiarazione di inammissibilità.

  • art. 81 cod. pen.

    L'ordinanza ex art. 81 cod. pen. adottata dal giudice dell'esecuzione è suscettibile di incidere sul calcolo della pena complessiva o residua. Tale provvedimento deve essere preso in considerazione dall'autorità esecutiva e dal Magistrato di sorveglianza quando valutano l'ammissibilità di misure alternative.

  • istituto della continuazione

    La continuazione, applicata con provvedimento del giudice competente, modifica il computo della pena complessiva. Quando è stata regolarmente applicata, il nuovo ammontare della pena e il conseguente residuo vanno utilizzati per valutare il requisito del limite di pena previsto per l'accesso a misure alternative.

Massime di principio

  • Il Magistrato di sorveglianza deve basare l'ammissibilità di istanze di affidamento in prova sul computo corretto e aggiornato della pena residua, considerando provvedimenti successivi alla condanna (liberazione anticipata, ordinanze di continuazione, ricalcoli formali della Procura o del giudice dell'esecuzione).
  • Documentazione ufficiale che dimostri la rideterminazione della pena (ordinanze del giudice dell'esecuzione, ricalcoli della Procura, decreti amministrativi) deve essere allegata dall'interessato e valutata dal Magistrato; l'omissione di tali elementi può giustificare l'annullamento del provvedimento.
  • Se il residuo di pena, secondo il calcolo corretto, è inferiore al limite previsto per l'ammissibilità (quattro anni nel caso di specie), l'istanza non può essere dichiarata inammissibile per il solo motivo del presunto superamento del limite.
  • L'annullamento per errato computo non decide automaticamente sull'accoglimento dell'istanza alternativa: il giudice di rinvio deve riesaminare l'istanza alla luce del corretto calcolo e valutare i requisiti di merito.
  • Per chi presenta istanze di misure alternative è cruciale allegare fin dall'inizio ogni provvedimento intervenuto sul calcolo della pena residua per evitare decisioni basate su dati obsoleti.

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