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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08898/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente pubblico)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di alcuni candidati collocati in una graduatoria concorsuale per l'assunzione di dirigenti di II fascia, i quali avevano chiesto di essere assunti mediante scorrimento della graduatoria approvata nel 1999. Il tribunale aveva accolto la domanda e la corte d'appello aveva confermato, ritenendo che l'art. 5 del d.l. n. 207/2008, conv. in L. n. 14/2009, avesse "recuperato" l'efficacia anche delle graduatorie ormai scadute se approvate dopo il 1° gennaio 1999. L'ente previdenziale ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione degli artt. 12 preleggi, 5 d.l. n. 207/2008 e 1, comma 100, L. n. 311/2004, sostenendo che la proroga riguardava solo graduatorie ancora efficaci e non quelle già definitivamente scadute, sicché non era configurabile una reviviscenza; con il secondo ha dedotto violazione degli artt. 2056, 1226 e 2043 c.c., contestando che il danno da omessa o ritardata assunzione potesse coincidere automaticamente con le retribuzioni perdute. Una delle controinteressate ha proposto ricorso incidentale con motivo sostanzialmente sovrapponibile al primo motivo del ricorso principale, anch'essa sostenendo che la graduatoria fosse ormai inefficace e non potesse rivivere.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo del ricorso principale e il ricorso incidentale, assorbendo il secondo motivo del ricorso principale. Ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito ex art. 384, comma 2, c.p.c., ha rigettato l'originaria domanda di assunzione mediante scorrimento della graduatoria proposta dai candidati. Ha inoltre compensato integralmente le spese dell'intero processo per la novità e complessità della questione giuridica.

Norme richiamate

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    Il significato letterale della norma deve prevalere quando il testo sia chiaro e univoco; non è consentito attribuire alla disposizione un significato incompatibile con il tenore testuale.

  • art. 11 disp. prel. c.c.

    Richiamato dalla ricorrente incidentale in tema di interpretazione della legge nel tempo.

  • art. 5 d.l. n. 207/2008

    La proroga dei termini di validità delle graduatorie riguarda solo quelle ancora efficaci; non determina la reviviscenza di graduatorie già definitivamente scadute.

  • L. n. 14/2009

    Legge di conversione che ha esteso la proroga delle graduatorie approvate dopo il 1° gennaio 1999, ma sempre nei limiti della loro ancora perdurante efficacia.

  • art. 1, comma 100, L. n. 311/2004

    Norma richiamata quale antecedente del sistema di proroga dei termini di validità delle graduatorie per assunzioni pubbliche.

  • art. 51 L. n. 388/2000

    "Ferma restando la validità ordinaria delle graduatorie, i termini di validità delle graduatorie già prorogati al 31 dicembre 2000, per l'assunzione di personale presso le amministrazioni pubbliche ... sono prorogati fino al 30 giugno 2001, purché i relativi concorsi siano stati banditi dopo il 10 gennaio 1998."

    La proroga operava solo per i concorsi banditi dopo il 1° gennaio 1998.

  • art. 17, comma 19, d.l. n. 78/2009

    Ha prorogato l'efficacia delle graduatorie approvate successivamente al 30 settembre 2003 fino al 31 dicembre 2010.

  • art. 2, comma 8, d.l. n. 194/2009

    Ha modificato l'art. 5 del d.l. n. 207/2008 sostituendo il termine finale del 31 dicembre 2009 con il 31 dicembre 2010.

  • art. 2056 c.c.

    Richiamato per il criterio di liquidazione del danno risarcibile.

  • art. 1226 c.c.

    Richiamato con riferimento alla liquidazione equitativa del danno, non automatica ma subordinata ai presupposti di legge.

  • art. 2043 c.c.

    Il danno da omessa o ritardata assunzione non si presume e deve essere allegato e provato da chi lo invoca.

  • art. 384, comma 2, c.p.c.

    La Corte, non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando la domanda originaria.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Norma processuale posta a fondamento dei motivi di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte ha escluso i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Massime di principio

  • Quando il legislatore usa il termine "proroga" con riferimento a graduatorie concorsuali, il differimento opera solo per graduatorie la cui efficacia non sia ancora definitivamente spirata; se il termine è già scaduto, non può parlarsi di proroga ma, semmai, di reviviscenza o di nuovo termine, che richiederebbero una previsione espressa.
  • Se il testo normativo è chiaro e univoco, l'interprete deve attenersi al significato letterale e non può correggerlo sulla base di una presunta mens legis o di esigenze sistematiche, salvo il caso eccezionale di incompatibilità manifesta con il sistema.
  • La disciplina delle proroghe delle graduatorie concorsuali va letta tenendo conto della successione delle norme nel tempo, ma l'individuazione della graduatoria utilizzabile deve essere compiuta secondo il quadro normativo vigente al momento in cui l'amministrazione decide di coprire i posti vacanti, senza attribuire efficacia retroattiva a disposizioni non idonee a far rivivere graduatorie ormai inefficaci.
  • Il danno da mancata o ritardata assunzione non coincide automaticamente con le retribuzioni che sarebbero state percepite; esso va allegato e provato nella sua sussistenza e nel suo ammontare, potendo la liquidazione equitativa intervenire solo nei limiti consentiti dagli artt. 1226 e 2056 c.c.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRetribuzione e TFR
RamiProcesso civileLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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