Sentenza n. 268/2026 - Genova, Sezione 1
per l'annullamento - del silenzio-rifiuto formatosi a seguito del mancato adempimento all’atto di diffida e costituzione in mora notificato in data 07 ottobre 2025, con cui il ricorrente ha invitato la resistente Amministrazione a trasferirlo presso una delle sedi richieste, nonché di ogni eventuale provvedimento, ancorché non conosciuto, connesso o conseguente; e per l’accertamento: - del diritto del ricorrente ad ottenere il riconoscimento a beneficiare del trasferimento ai sensi dell’art. 33 comma 3 e comma 5 legge 104/92 -OMISSIS- e per -OMISSIS- presso una delle stazioni dei CC limitrofe al comune di Turi (BA), nell’ordine richiesto, stazioni di Sammichele di Bari (BA), Casamassima (BA), Rutigliano (BA), Gioia del Colle (BA), Acquaviva delle Fonti (BA), Conversano (BA), Putignano (BA), in via subordinata presso i comandi Carabinieri insistenti in provincia di Bari, o in via ancora subordinata nei comandi insistenti nella città di Matera; - e per la declaratoria del diritto del ricorrente ad ottenere un provvedimento esplicito; con conseguente ordine al Ministero della Difesa e al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri resistenti, di emettere, con urgenza, il provvedimento di assegnazione per il -OMISSIS-ricorrente, ad una delle stazioni del CC indicati con la domanda di trasferimento ed ogni altro provvedimento consequenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto che l'adozione del provvedimento di trasferimento temporaneo aveva fatto venir meno l'interesse del ricorrente alla decisione sulle domande proposte. Le spese di giudizio sono state compensate.
Atto impugnato: silenzio-rifiuto formatosi sull'atto di diffida e costituzione in mora volto a ottenere il trasferimento presso una delle sedi richieste
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione militare)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il silenzio-rifiuto formatosi a seguito della diffida notificata il 7 ottobre 2025, chiedendo l'accertamento del diritto al trasferimento ai sensi dell'art. 33, commi 3 e 5, della legge n. 104/1992, presso una delle sedi dell'Arma dei Carabinieri indicate in via principale o subordinata, nonché la declaratoria del diritto a ottenere un provvedimento espresso e l'ordine alle amministrazioni resistenti di adottare il provvedimento di assegnazione. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato che il provvedimento di trasferimento temporaneo adottato dal Comando dell'Arma dei Carabinieri il 16 dicembre 2025 ha determinato la sopravvenuta cessazione del suo interesse alla prosecuzione del ricorso.
Norme richiamate
art. 33, commi 3 e 5, l. 104/1992
Il ricorrente aveva invocato tali disposizioni quale fondamento del diritto al trasferimento per esigenze di assistenza familiare; la sentenza non esamina nel merito la loro applicazione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 del d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- L'adozione, nel corso del giudizio, di un provvedimento amministrativo che soddisfa l'interesse sostanziale perseguito con un ricorso avverso il silenzio determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.
- Quando il ricorrente dichiara in udienza di non avere più interesse alla decisione per effetto di un provvedimento sopravvenuto, il giudice può dichiarare l'improcedibilità senza esaminare nel merito la fondatezza della pretesa sostanziale o l'illegittimità del silenzio.
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