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Legge

L.R. Piemonte 11/2019

Modifiche normative e cartografiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità).[1]

Normativa regionaleL.R. Piemonte 11/2019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Piemonte 11/2019 aggiorna la l.r. 19/2009 su aree naturali protette, rete Natura 2000 e relativi enti gestori: introduce nuove aree e riserve, riorganizza competenze e cartografie, disciplina accessi e tariffe, rafforza strumenti di tutela e gestione. Alcune disposizioni decorrono dal 1° gennaio 2021.

Modifiche al testo unico piemontese su aree naturali protette e biodiversità

Modifiche al testo unico piemontese sulle aree naturali protette e la biodiversità

La legge regionale del Piemonte n. 11 del 2019 interviene in modo ampio sulla l.r. 19/2009, aggiornandone disciplina, perimetrazioni cartografiche e assetto gestionale. Il provvedimento riguarda esclusivamente il territorio piemontese e produce effetti anche differiti per alcune disposizioni.

Promozione dei prodotti delle aree protette

La Regione promuove i prodotti agricoli, artigianali e comunque riferibili alle aree naturali protette e alla rete Natura 2000, anche con la collaborazione di GAL, associazioni datoriali o altri soggetti terzi. La promozione può avvenire anche tramite la valorizzazione di marchi specifici, con l’obiettivo di sostenere l’economia delle imprese presenti nelle aree protette.

Accessi, tariffe e informazione al pubblico

Gli enti gestori delle aree protette possono, d’intesa con la comunità del parco e previa comunicazione motivata alla Regione, istituire biglietti di ingresso per l’intera area o per parti di essa, comprese porzioni come strade bianche e piste forestali. Possono inoltre introdurre tariffe per i servizi erogati dall’ente gestore. È prevista anche la possibilità di dare informazione sintetica ai visitatori tramite cartellonistica nei principali punti di accesso.

Nuove aree contigue, parchi naturali, riserve e zone di salvaguardia

La legge aggiorna l’elenco delle aree contigue, dei parchi naturali, delle riserve naturali e delle zone naturali di salvaguardia, includendo o rinominando numerosi siti. Tra le principali novità figurano il Parco naturale dell’Alta Val Borbera, il Parco naturale del Po piemontese, il Parco naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange vercellesi, il Parco naturale Gesso e Stura e nuove riserve come Bosco del Merlino, Grotte di Aisone, Stagni di Belangero, Rocche di Antignano, Rio Bragna, Paludo e Rivi di Moasca, Spina verde. Sono aggiunte anche nuove zone di salvaguardia, tra cui Revigliasco, Isola d’Asti, Costigliole d’Asti, Agliano Terme, Laghi di Avigliana e Lago di Arignano.

Assetto degli enti gestori e direttori

La disciplina degli enti gestori viene aggiornata in relazione alle nuove aree affidate in gestione, in particolare con la nascita dell’ente di gestione delle aree protette del Po piemontese. Il direttore dell’ente di gestione è nominato a tempo determinato per una durata non inferiore a due e non superiore a cinque anni, rinnovabile, scegliendo prioritariamente un dirigente di ruolo; in mancanza o inidoneità, può essere conferito a un soggetto esterno con contratto di diritto privato e requisiti di legge. È inoltre consentita la sub-delega di gestione ad altri soggetti pubblici, previo parere vincolante della Giunta regionale.

Pianificazione, valutazioni ambientali e tutela della biodiversità

I piani soggetti a valutazione di incidenza per possibili impatti sui siti Natura 2000 devono essere sottoposti a valutazione ambientale strategica. La Regione conferma gli obblighi di conservazione e, se necessario, di ripristino degli habitat e delle specie di interesse comunitario, in attuazione delle direttive UE su habitat e uccelli. È riconosciuto un indennizzo quando un vincolo effettivo impedisca in tutto o in parte attività agro-silvo-pastorali, riducendone continuativamente il reddito.

Risorse, relazioni alla Regione e invarianza finanziaria

Gli enti di gestione devono garantire una struttura amministrativa e gestionale adeguata ai territori amministrati. La relazione annuale trasmessa alla Regione deve includere anche il riepilogo delle risorse introitate per spese correnti e di investimento. La legge dichiara espressamente che dall’attuazione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Trasferimenti di gestione e regime transitorio

Per l’attuazione del nuovo assetto del Po piemontese, la gestione di diverse riserve e aree protette viene trasferita tra enti, con passaggio anche di risorse umane, finanziarie, strumentali, patrimoniali e dei rapporti giuridici attivi e passivi. In via transitoria, il Consiglio dell’ente del Po vercellese-alessandrino e il commissario dell’ente del Po torinese restano in carica fino all’insediamento del Consiglio del nuovo ente del Po piemontese.

Cartografie e allegati

Numerose cartografie dell’allegato A alla l.r. 19/2009 sono sostituite o integrate, per recepire i nuovi perimetri e le nuove denominazioni delle aree protette. La legge richiama espressamente le nuove tavole cartografiche allegate al testo normativo.

Abrogazioni ed entrata in vigore

Sono abrogate varie previsioni della l.r. 19/2009, oltre ad alcune voci dell’allegato A non più coerenti con il nuovo assetto. La legge entra in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione sul BUR Piemonte, ma diverse disposizioni decorrono solo dal 1° gennaio 2021.

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