Sentenza n. 359/2026 - Campobasso, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento emesso dal Prefetto della Provincia di Campobasso, prot. uscita n. -OMISSIS-, notificato in data 01.07.2026, con il quale il è stata disposta la revoca delle misure di accoglienza in favore del ricorrente, quale ospite del Centro di accoglienza straordinaria di Campobasso, nonché di tutti gli atti preordinati, preparatori, presupposti e consequenziali o comunque connessi;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca delle misure di accoglienza
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Prefetto di Campobasso aveva revocato le misure di accoglienza, ritenendo che egli disponesse di mezzi economici sufficienti ai sensi dell'art. 23, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 142/2015. La revoca era motivata dal reddito da lavoro dipendente percepito nell'ultima annualità, pari complessivamente a 9.200 euro, superiore all'importo annuo dell'assegno sociale. Sono stati dedotti la violazione dell'obbligo di motivazione di cui all'art. 3 l. n. 241/1990, l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto ai sensi dell'art. 10-bis della medesima legge, l'eccesso di potere per carenze istruttorie e sviamento, nonché la violazione e falsa applicazione dell'art. 23 d.lgs. n. 142/2015. Nel corso del giudizio, dopo l'accoglimento della misura cautelare monocratica, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, essendo stato inserito in un progetto del Comune interessato.
La decisione
Il TAR, previa conversione del giudizio cautelare collegiale in decisione di merito ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi relativi alla legittimità della revoca delle misure di accoglienza. La sopravvenuta carenza di interesse è stata dichiarata dal ricorrente in ragione del suo inserimento in un progetto comunale. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Sentenza in forma semplificata dopo aver sentito le parti
Consente al giudice, sussistendone i presupposti e previa comunicazione alle parti, di definire il giudizio con sentenza breve nella camera di consiglio fissata per la trattazione cautelare.
art. 23, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 142/2015
Disponibilità da parte del richiedente di mezzi economici sufficienti
È stata indicata dall'amministrazione quale base normativa della revoca dell'accoglienza per asserita autosufficienza economica, ma il TAR non ne ha esaminato l'applicazione concreta a causa dell'improcedibilità.
art. 3 l. n. 241/1990
È stato invocato dal ricorrente con riferimento all'obbligo di motivazione del provvedimento, questione non esaminata per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 10-bis l. n. 241/1990
È stato invocato dal ricorrente con riferimento all'omessa comunicazione del preavviso di rigetto, senza esame nel merito da parte del TAR.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di annullamento, il ricorrente dichiara in modo espresso di non avere più interesse alla decisione per il venir meno dell'utilità concreta derivante dall'eventuale accoglimento, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame dei motivi di legittimità dedotti contro il provvedimento impugnato e comporta la definizione del giudizio senza una pronuncia sulla fondatezza o infondatezza delle censure.
- Sussistendone i presupposti e previa comunicazione alle parti, il giudizio cautelare può essere definito nel merito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a.
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