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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29925/2025 del 28/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) applicata nei suoi confronti. Contestava la motivazione circa la persistenza delle esigenze cautelari ritenute necessarie, deducendo vizio di motivazione per carenza di concretezza e attualità degli indici di pericolosità. La difesa indicava quali elementi di novità: (i) la sentenza di condanna per maltrattamenti aveva escluso una specifica condotta (la rottura di un dente della vittima), (ii) l'episodio del 24 aprile 2023 era rimasto privo di prova, e (iii) il ricorrente aveva già espunto più della metà della pena con residuo inferiore a due anni.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti fossero aspecifici e generici rispetto al solido percorso motivazionale del Tribunale del Riesame, che aveva adeguatamente valutato la carenza di elementi favorevoli a una misura meno afflittiva. La Corte ha sottolineato che l'attenuazione delle esigenze cautelari non può fondarsi solo sul decorso del tempo e sull'osservanza degli obblighi della misura; nel caso concreto, anche se una singola condotta era stata esclusa, restavano altri episodi gravissimi di violenza e assenza di segni di resipiscenza, tali da mantenere invariata la valutazione della pericolosità. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Cassazione penale, Sez. 5, n. 45843 del 14/06/2018, Rv. 274133

    Sez. 5 n. 45843 del 14/06/2018, D., Rv. 274133

    Principio secondo cui la mera espiazione di parte della misura cautelare e la corretta osservanza degli obblighi non sono, di per sé, sufficiente a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari e a giustificare la sostituzione degli arresti domiciliari con una misura meno afflittiva

Massime di principio

  • Per ottenere la revoca o la sostituzione di una misura cautelare grave (es. arresti domiciliari) occorrono elementi nuovi, concreti e idonei a modificare la prognosi di pericolosità: mere affermazioni generiche non sono sufficienti
  • La semplice espiazione di parte della pena e il rispetto degli obblighi della misura non costituiscono di per sé prova dell'attenuazione delle esigenze cautelari
  • Un'acquisizione giudiziale di esclusione di singole condotte (es. assoluzione su specifici capi) può non essere sufficiente se permangono altri episodi gravi che alimentano la valutazione di pericolosità
  • La difesa che invoca novità probatorie deve produrre i provvedimenti o le prove che le dimostrano (es. sentenze), non limitarsi a riferirne l'esistenza
  • In sede di cassazione l'attacco alla motivazione deve essere specifico: i rimedi sono inammissibili se i rilievi restano aspecifici o meramente assertivi

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