Cassazione Penale, Ordinanza n. 29335/2025 del 07/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il difensore nell'interesse del condannato ha proposto ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. contro la precedente sentenza di legittimità che aveva rigettato il ricorso avverso la condanna all'ergastolo con isolamento diurno per un anno per omicidio volontario pluriaggravato e altri reati in materia di armi e stupefacenti. Ha dedotto: l'omessa valutazione dei motivi aggiunti depositati il 30 novembre 2024; un errore percettivo sulla dichiarazione di un collaboratore di giustizia in tema di consegna del fucile a pompa e, più in generale, sulla ricostruzione dell'omicidio; la distorta percezione delle fonti usate per ritenere attendibile un altro collaboratore; l'omessa considerazione di criticità analoghe in altre dichiarazioni; la asserita derivazione de relato, dalla stessa fonte, delle dichiarazioni di più collaboratori; l'omessa valutazione di una frase attribuita a un collaboratore che, secondo la difesa, avrebbe imposto di escludere la premeditazione. La Corte ha ritenuto che tali censure non integrassero un errore di fatto, ma contestazioni su motivazione e valutazione del materiale probatorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. perché proposto fuori dai casi consentiti dalla norma e comunque manifestamente infondato. Ha osservato, in particolare, che i motivi aggiunti risultavano espressamente menzionati nella sentenza impugnata, sicché la censura era infondata; inoltre le doglianze investivano, in sostanza, difetti motivazionali, apprezzamenti delle prove e ricostruzioni fattuali sulla premeditazione, profili estranei al perimetro dell'errore di fatto. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625-bis c.p.p.
Il rimedio straordinario è limitato alla correzione di una svista o di un equivoco percettivo sugli atti interni al giudizio di legittimità; non consente di dedurre vizi motivazionali, errori di valutazione delle prove o errori di diritto.
art. 625-bis, comma 4, c.p.p.
L'inammissibilità del ricorso straordinario può essere dichiarata senza formalità procedimentali quando il ricorso sia proposto fuori dai casi previsti o sia manifestamente infondato.
art. 616 c.p.p.
Base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, in caso di inammissibilità.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile solo quando la decisione di legittimità sia stata condizionata da una falsa percezione immediata e oggettivamente rilevabile di un dato processuale, e non da una sua valutazione discutibile.
- Sono estranee al rimedio straordinario le doglianze che, sotto l'etichetta dell'errore percettivo, mirano in realtà a contestare la motivazione della sentenza di cassazione o il modo in cui sono state apprezzate le prove.
- Non integra errore di fatto la censura che richieda una rivalutazione del compendio probatorio, delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia o della ricostruzione del fatto storico, anche quando si invochi l'inesattezza della lettura compiuta dal giudice di legittimità.
- L'errore di fatto deve emergere in modo diretto dagli atti e deve essere decisivo; se occorre un'operazione interpretativa o valutativa per ravvisarlo, la doglianza resta fuori dal perimetro dell'art. 625-bis c.p.p.
- Se il ricorso straordinario è manifestamente infondato o proposto fuori dai casi previsti, la Corte può dichiararlo inammissibile de plano e condannare il ricorrente alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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