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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15800/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva l'intervenuta prescrizione dei reati contestati in appello; in particolare si contestava che la Corte di appello non avesse rilevato la prescrizione di taluni capi di imputazione (lesioni personali aggravate e furto tentato pluriaggravato) riconosciuti in sede di giudizio. Si è discusso in specie della durata massima della prescrizione alla luce delle aggravanti e della recidiva contestata e delle sospensioni intervenute.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo relativo al capo A) (tentato furto pluriaggravato) in ragione della recidiva specifica e infraquinquennale che estende il termine prescrizionale (termine massimo calcolato pari a 13 anni, 3 mesi e 15 giorni dal 27.12.2011), quindi il ricorso è inammissibile per quella parte. Ha invece accolto il motivo relativo al capo D) (lesioni personali aggravate), per le quali il termine massimo di prescrizione, anche considerando la recidiva, è pari a 9 anni e il reato è risultato prescritto il 23.05.2021, antecedente alla sentenza di appello. Ne consegue l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente al capo D) per prescrizione. Inoltre è stato eliminato l'aumento di pena ex art. 81 cod. pen. (1 mese di reclusione e 10 euro di multa) collegato al capo D), e la pena residua per il capo A) è stata rideterminata e ridotta di un terzo per il rito abbreviato nella misura definitiva di anni 1, mesi 4 di reclusione ed euro 133 di multa.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La Corte ha eliminato l'aumento di pena calcolato in sentenza in base all'art. 81 c.p. quando il reato che giustificava tale aumento è stato dichiarato estinto per prescrizione; l'effetto è la rimozione dell'aumento e il ricalcolo della pena residua.

  • prescrizione (normativa sostanziale e processuale applicata per il calcolo dei termini)

    La sentenza applica i criteri di calcolo della prescrizione: determinazione del termine massimo in relazione alla pena edittale aumentata per recidiva e aggravanti, decorrenza dalla data del fatto (27.12.2011) e considerazione delle sospensioni; ha concluso che per le lesioni aggravate il termine è decennale/9 anni (come determinato nel caso) e si è estinto prima della sentenza di appello.

Massime di principio

  • La prescrizione va calcolata tenendo conto delle aggravanti e della recidiva: l'accertamento di recidiva può estendere il termine prescrizionale e così rendere infondato un motivo di nullità per prescrizione.
  • Se la Cassazione accerta che un reato è estinto per prescrizione, annulla la decisione limitatamente a quel capo senza rinvio e dispone l'eliminazione di tutte le conseguenze penali connesse a quel capo (es. aumenti di pena applicati).
  • La declaratoria di prescrizione per un capo comporta il ricalcolo della pena residua per gli altri reati definitivamente accertati; eventuali aumenti legati al capo estinto vengono eliminati.
  • Un motivo di ricorso può essere dichiarato inammissibile per la parte in cui risulta manifestamente infondato (es. quando la recidiva rende incompiuta la prescrizione), mentre può essere accolto per altra parte quando gli elementi oggettivi dimostrano l'estinzione del reato per prescrizione.
  • Nel valutare la prescrizione è necessario considerare tutte le sospensioni e interruzioni del termine (ad es. causa di sospensione processuale); occorre dunque verificare le date precise di decorrenza e di eventuali sospensioni per determinare se il termine si è estinto prima della sentenza impugnata.

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