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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40840/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che dichiarava inammissibile l'opposizione avverso il decreto di approvazione del rendiconto dei beni sequestrati e successivamente restituiti, nonché della liquidazione del compenso dell'amministratore giudiziario e dell'omissione di porre a carico dell'erario gli acconti per complessivi €172.535. La ricorrente deduceva errori di competenza: rilevava che il sequestro era stato annullato in primo grado con sentenza divenuta definitiva, per cui la competenza a decidere sull'approvazione del rendiconto e sulla liquidazione spettava al Tribunale (giudice che aveva revocato il sequestro) e non alla Corte di appello; perciò l'opposizione alla Corte d'appello era ammissibile e la dichiarazione di inammissibilità era errata. Inoltre censurava che la stessa sezione della Corte di appello non poteva decidere l'opposizione al decreto da essa emesso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, in ragione della decisione intervenuta nel frattempo (sentenza Sez.6 n.31116 del 9/7/2025) che ha annullato senza rinvio il decreto impugnato e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Bari, affermando la competenza del Tribunale a verificare e liquidare i compensi relativi alla parte del compendio originariamente sequestrato e dissequestrato. Poiché l'annullamento ha reso privo di oggetto il gravame, il ricorso è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; trattandosi di carenza sopravvenuta, la ricorrente non è condannata alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Sentenza della Corte di cassazione, Sez.6, n.31116 del 9/7/2025

    La decisione ha ritenuto che i poteri di approvazione del rendiconto e di liquidazione del compenso relativi alla parte di beni dissequestrati siano radicati nel Tribunale (giudice che ha revocato il sequestro), escludendo la competenza della Corte d'appello per quella parte del compendio originario

Massime di principio

  • La proposizione di un ricorso da parte della pubblica accusa innanzi alla Corte di cassazione non determina di per sé l'inammissibilità dell'opposizione proposta dalla parte privata: l'interesse della parte privata permane finché il giudice di legittimità non si sia pronunciato.
  • Se, però, nel corso del procedimento di impugnazione interviene una decisione della Corte di cassazione che annulla il provvedimento impugnato e dispone il trasferimento della competenza ad un diverso giudice (es. Tribunale), ciò può determinare la sopravvenuta carenza di interesse e l'inammissibilità dell'azione già proposta.
  • La competenza a decidere sull'approvazione del rendiconto e sulla liquidazione dei compensi dell'amministratore giudiziario segue il giudice che ha definito definitivamente la situazione sostanziale (es. revoca del sequestro in primo grado): se il sequestro è stato revocato in primo grado con sentenza definitiva, il Tribunale conserva i poteri di verifica e liquidazione per la parte dissequestrata.
  • La sopravvenuta carenza di interesse sorta dopo la proposizione del ricorso comporta, di regola, l'inammissibilità senza condanna alle spese per il ricorrente, salvo diversa valutazione sulle spese quando la carenza derivi da comportamenti processuali rilevanti.

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