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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3085/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente è stata imputata e condannata per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter cod. pen.) per aver chiesto e ottenuto, in relazione agli eventi sismici del 24/08/2016, il contributo di autonoma sistemazione pari a Euro 10.221,07 dichiarando falsamente che la sua "abitazione principale, abituale e continuativa" fosse in Acquasanta Terme e fosse divenuta inagibile per il sisma. In appello la difesa ha contestato l'applicazione dell'art. 316-ter e la valutazione probatoria della Corte d'appello (sosteneva che la ricorrente avesse dimora abituale nel luogo indicato, dimostrata da stati di fatto e testimonianze) e ha impugnato la confisca disposta ex art. 322-ter cod. pen., sostenendo che la somma era stata impiegata per affittare un'altra abitazione e che, successivamente, la somma e gli interessi erano stati restituiti al Comune.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti fossero in gran parte rimessi alla valutazione di fatto (vietata in sede di legittimità) e che la motivazione della Corte d'appello fosse completa e coerente, in particolare avendo fatto riferimento ai dati dei consumi energetici e agli accertamenti del Comune, che risultavano incompatibili con la presenza abituale di un nucleo familiare nell'immobile. Ha inoltre confermato la validità della confisca del profitto indebito (la somma di Euro 10.221,07), osservando che l'uso successivo della somma non esclude che essa costituisca l'ingiusto profitto e che l'eventuale restituzione successiva rileva in sede esecutiva e non in sede di cassazione. La ricorrente è stata condannata alle spese e al versamento delle somme indicate a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 316-ter cod. pen.

    Applicato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche: la somma indebitamente percepita costituisce profitto del reato e la condanna è stata confermata sulla base degli accertamenti che hanno dimostrato l'inesistenza dei presupposti per la concessione del contributo

  • art. 483 cod. pen.

    La falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico è stata ritenuta assorbita nella fattispecie dell'indebita percezione di erogazioni pubbliche, per cui non è stata contestata separatamente in quanto integrata nel reato principale

  • art. 322-ter cod. pen.

    Utilizzato per giustificare la confisca del profitto (la somma indebitamente percepita); la Corte ha ritenuto che la confisca diretta dell'importo sia legittima indipendentemente dall'utilizzo fatto dall'imputata della somma

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato per la condanna al pagamento delle somme ritenute eque alla Cassa delle ammende in relazione all'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina le valutazioni di fatto: se la motivazione di merito è coerente e fondata su elementi probatori (es. accertamenti tecnico-amministrativi come consumi energetici), il ricorso in cassazione volto a rimettere in discussione tali risultanze è inammissibile
  • Nelle ipotesi di indebita percezione di contributi pubblici, l'importo percepito indebitamente costituisce il profitto del reato e può essere confiscato indipendentemente dal fatto che l'imputato abbia poi speso la somma per uno scopo apparentemente utile
  • La falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico può essere assorbita nella contestazione dell'indebita percezione quando la falsificazione costituisce il mezzo per ottenere l'erogazione indebita
  • La restituzione successiva delle somme (anche spontanea o in esecuzione di decreto ingiuntivo) non è di norma valutabile in sede di cassazione come motivo idoneo a rimuovere la confisca o la condanna: le questioni di fatto e di esecuzione vanno sollevate nelle sedi procedurali idonee (es. fase esecutiva o istanza di restituzione)
  • Per chi richiede contributi basati su presupposti di "abitazione principale, abituale e continuativa", è importante documentare in modo robusto la dimora (bollette, iscrizioni anagrafiche, attestazioni sanitarie, contratti, testimonianze coerenti) perché elementi oggettivi come consumi possono avere grande peso probatorio

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