Cassazione Penale, Sentenza n. 38774/2024 del 22/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il provvedimento del GIP che applicava la misura custodiale a Hysollari per reati connessi allo spaccio (art. 74 e 73 D.P.R. 309/1990) e per l'aggravante di transnazionalità (art. 61-bis c.p.). Venivano svolti due principali motivi: 1) violazione dell'art. 191 c.p.p. e dell'art. 6 CEDU relativamente all'utilizzabilità delle comunicazioni acquisite tramite O.E.I. (chat SKY ECC), con censura della mancanza di conoscenza delle modalità di acquisizione/decriptazione e del conseguente pregiudizio al diritto di difesa; richiamata la pronuncia del Tribunale distrettuale di Berlino che aveva sollevato questione pregiudiziale alla CJEU sulla nullità degli O.E.I.; 2) vizio di motivazione riguardo all'aggravante della transnazionalità, per mancanza di prova di un gruppo organizzato distinto e stabile operante in più Stati (si sarebbe trattato solo di contatti/intermediari esteri). In corso di causa la questione sulle chat è stata rimessa alle Sezioni Unite; successivamente il difensore ha depositato una dichiarazione di rinuncia all'impugnazione per sopravvenuta mancanza di interesse, avendo le Sezioni Unite (sent. n. 23756/2024) e il GUP (sentenza 26/07/2024) risolto i profili dedotti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 591 lett. d) c.p.p., attesa la rinuncia formale dell'imputato, avendo le questioni dedotte in sede di ricorso trovato definizione nelle more (Sez. U. n. 23756/2024 e decisione del GUP che ha escluso l'aggravante). Non è stata disposta condanna alle spese processuali né somma alla Cassa delle ammende, perché la carenza di interesse non è imputabile al ricorrente. La Corte ha ordinato gli adempimenti di cancelleria (art. 94, comma 1-ter, disp. att.).
Norme richiamate
art. 74 D.P.R. n. 309/1990
Norma sostanziale che incrimina attività di traffico di stupefacenti; utilizzata per inquadrare il capo di imputazione a carico dell'indagato
art. 73 D.P.R. n. 309/1990
Disposizione sulla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, menzionata tra i reati contestati
art. 61-bis cod. pen.
Aggravante per i reati commessi con modalità o effetti transnazionali; il ricorrente contestava l'applicazione sostenendo che non risultava un gruppo distinto attivo in più Stati; successivamente il GUP ha escluso l'aggravante
art. 191 cod. proc. pen.
Riguarda l'utilizzabilità di atti compiuti all'estero; il ricorrente invocava la necessità di conoscere le modalità di acquisizione delle chat estere per verificarne la liceità e la compatibilità con i principi fondamentali dell'ordinamento
art. 6 CEDU
Principio del giusto processo invocato dal ricorrente in relazione al diritto di difesa e al contraddittorio rispetto a prove acquisite all'estero
art. 591 lett. d) cod. proc. pen.
Norma processuale applicata dalla Corte per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta mancanza di interesse a seguito della rinuncia
art. 616 cod. proc. pen.
Richiamato per affermare che alla declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non consegue una conseguenza sfavorevole (condanna alle spese) se la carenza non è imputabile al ricorrente
Sezioni Unite, sent. n. 23756 del 29/02/2024 (depositata 14/06/2024, "Giorgi e altri")
Decisione giurisprudenziale di rilievo che ha definito la questione sull'utilizzabilità delle chat acquisite tramite O.E.I.; la sua pronuncia ha reso priva di interesse la questione dedotta dal ricorrente e ne ha portato alla rinuncia
Sezioni Unite, sent. n. 6624 del 27/10/2011 (Marinaj)
Giurisprudenza richiamata dalla Corte per spiegare la nozione di 'carenza d'interesse sopraggiunta' e i suoi effetti sull'ammissibilità dell'impugnazione
Disposizioni attuative, art. 94, comma 1-ter
Riferimento formale agli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia
Massime di principio
- La rinuncia formale all'impugnazione per sopravvenuta mancanza di interesse determina l'inammissibilità del ricorso (art. 591 lett. d) c.p.p.); se la perdita di interesse non è imputabile al ricorrente non si applicano sanzioni pecuniarie o condanna alle spese.
- Quando si censurano prove acquisite all'estero tramite O.E.I./O.E.I. similari, è decisivo seguire l'evoluzione della giurisprudenza delle Sezioni Unite e della Corte di giustizia Ue: una pronuncia intervenuta può rendere immotivata o priva di interesse la censura difensiva.
- Le censure sull'aggravante di transnazionalità richiedono di provare l'esistenza di un gruppo organizzato stabile e di attività effettivamente distribuite in più Stati; semplici contatti o referenti esteri non sono sempre sufficienti a escludere l'aggravante se gli organi giudiziari ritengono sussistenti elementi concreti.
- L'art. 191 c.p.p. tutela l'utilizzabilità di atti esteri e impone al giudice di valutare la compatibilità con i principi fondamentali: tuttavia, l'effettività del controllo difensivo può essere limitata dall'effettiva possibilità di accesso agli atti esteri e dalle determinazioni giurisprudenziali in materia.
- In sede difensiva è importante monitorare e, se possibile, anticipare decisioni giurisprudenziali rilevanti; se una questione è suscettibile di essere risolta da pronunce superiori, valutare tempestivamente la strategia processuale (anche la rinuncia) per evitare esborsi o conseguenze procedurali.
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