Cassazione Penale, Sentenza n. 29043/2023 del 05/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione e falsa applicazione della legge penale (art. 606, comma 1, lett. b, c.p.p.): la confisca facoltativa diretta (art. 240, primo comma, c.p.) di beni strumentali (due utenze cellulari) non può essere confermata in appello quando i reati sono stati dichiarati estinti per prescrizione, poiché tale confisca presuppone un giudicato formale di condanna. Si contestava altresì che l'annullamento senza rinvio del decreto di sequestro e l'ordine di restituzione (mai eseguito) non possano validare una confisca definitiva senza accertamento irrevocabile della responsabilità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione di confisca. Ha revocato la confisca dei due cellulari e disposto la restituzione agli aventi diritto degli apparecchi ancora in sequestro. Ha inoltre disposto che l'esecuzione sia onerata al Procuratore generale in sede ai sensi dell'art. 626 c.p.p. Motivazione semplificata basata sul principio per cui la confisca facoltativa diretta di cui all'art. 240, comma 1, c.p. richiede un giudicato di condanna e non è applicabile quando il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione in grado d'appello.
Norme richiamate
art. 240 cod. pen. (confisca facoltativa)
La confisca facoltativa diretta di beni strumentali alla consumazione del reato presuppone un giudicato formale di condanna; non è applicabile se il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione in grado d'appello.
art. 606, comma 1, lett. b, cod. proc. pen.
Fondamento formale del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione della legge penale utilizzato per censurare l'applicazione dell'art. 240 c.p.
art. 626 cod. proc. pen.
Norma richiamata per onere dell'esecuzione: la Corte dispone che l'esecuzione della pronuncia (restituzione dei beni) sia a carico del Procuratore generale in sede.
Massime di principio
- Se il reato è dichiarato estinto per prescrizione in grado di appello, non è possibile statuire la confisca facoltativa diretta di beni strumentali ex art. 240, comma 1, c.p., poiché essa richiede un giudicato di condanna.
- L'annullamento del decreto di sequestro e la mancata effettiva restituzione materiale dei beni non legittimano la trasformazione del vincolo cautelare in titolo ablativo definitivo se manca un accertamento irrevocabile della responsabilità.
- Occorre distinguere i diversi tipi di confisca: alcune previsioni (es. confisca obbligatoria o per equivalente) possono trovare fondamento in situazioni diverse; la confisca facoltativa diretta è invece vincolata al giudicato di condanna.
- Il difensore deve impugnare le statuizioni di confisca quando il reato viene dichiarato estinto per prescrizione, invocando la violazione dell'art. 240 c.p. e chiedendo l'annullamento e la restituzione dei beni.
- In presenza di beni ancora in sequestro, la Corte di cassazione può disporre direttamente la restituzione e incaricare il Procuratore generale dell'esecuzione della pronuncia ai sensi dell'art. 626 c.p.p.
- La giurisprudenza della Cassazione conferma il principio che la confisca facoltativa non può essere confermata senza giudicato di condanna; pertanto, decisioni di merito che la confermino non resistono al sindacato di legittimità.
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