Sentenza n. 904/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova Sezione Lavoro, 13 dicembre 2024 n. 1280.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione lavoro, 13 dicembre 2024, n. 1280, relativa all'attribuzione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione lavoro, n. 1280 del 13 dicembre 2024, che aveva condannato il Ministero a corrispondere la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascun anno scolastico, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali. Gli importi riguardavano, per una ricorrente, gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021; per una seconda, l'anno scolastico 2020/2021; per la terza, gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito, ma non ha dato spontaneamente esecuzione al titolo. Il ricorso è stato proposto dopo l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, rilevando l'assenza di contestazioni dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della Carta del docente e l'accredito delle somme spettanti per le annualità riconosciute. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, incaricandolo di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro ulteriori 30 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il giudizio di ottemperanza per l'esecuzione di un titolo esecutivo nei confronti della pubblica amministrazione può essere promosso dopo l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo.
art. 112 c.p.a.
La disposizione costituisce il fondamento generale del giudizio di ottemperanza, pur non essendo espressamente richiamata nel testo della pronuncia.
Massime di principio
- Decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto per l'esecuzione delle pronunce nei confronti della pubblica amministrazione, il creditore può chiedere al giudice amministrativo l'ottemperanza senza che l'amministrazione possa giustificare l'inadempimento con la mera costituzione in giudizio o in assenza di contestazioni sostanziali.
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non ha dato esecuzione a una pronuncia che impone il pagamento di somme o l'attribuzione di un beneficio determinato, il giudice può fissare un termine per l'adempimento e prescrivere le concrete modalità esecutive necessarie a realizzare il comando giudiziale.
- La nomina di un commissario ad acta è legittima quale misura sostitutiva preventiva per il caso di persistente inottemperanza dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato dal giudice; il commissario può essere individuato in un dirigente dell'amministrazione competente e deve provvedere entro un ulteriore termine stabilito nella sentenza.
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