Cassazione Penale, Sentenza n. 24060/2024 del 18/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo su un'area dove sarebbero stati effettuati interventi edilizi e paesaggistici senza titoli. Deduce un unico motivo ex art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p., denunciando motivazione apparente: contesta che sia provato lo spianamento con mezzi meccanici (sostenendo che la quota della strada coincide con il suolo circostante e che sono solo praticate arature periodiche), nega la creazione o l'ampliamento di una strada o di una rete viaria in terra battuta, contesta l'alterazione paesaggistica idonea a integrare il reato ex art. 734 c.p. in quanto la delimitazione con pali di legno non causerebbe distruzione/deterioramento delle bellezze naturali, e contesta il periculum (sostenendo che al momento dell'accesso non era in corso la realizzazione di una struttura balneare).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due ragioni principali: 1) carenza di legittimazione attiva del ricorrente, poiché le opere risultano eseguite su area intestata alla società FGCI di cui Iaconisi è amministratore unico, e il ricorrente non ha proposto il gravame in qualità di legale rappresentante né il difensore è munito di procura speciale; 2) il sequestro preventivo era stato già revocato dal pubblico ministero, circostanza che rende il ricorso inammissibile. Sulla sostanza la Corte osserva comunque che, in linea con gli atti e le risultanze acquisite dal giudice del riesame (fotografie, verbalizzazioni, denunce e dichiarazioni dell'indagato), emergono elementi ostativi: movimentazione di terreno, livellamento, allargamento di strada e realizzazione di opere in area paesaggisticamente vincolata che possono integrare reati paesaggistici ed edilizi e motivano anche il periculum, dato il progetto di struttura balneare. Conseguenze pratiche: dichiarazione di inammissibilità del ricorso; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; condanna alla somma di euro 4.000,00 in favore della Cassa delle Ammende, determinata in via equitativa.
Norme richiamate
art. 322-bis c.p.p.
norma che disciplina il riesame dei provvedimenti cautelari, ossia il rimedio esperibile dinanzi al tribunale del riesame avverso misure cautelari come il sequestro preventivo
art. 606 comma 1 lett. c) c.p.p.
motivo di ricorso per cassazione relativo a motivazione apparente o contraddittoria; il ricorrente adduceva vizio di motivazione rispetto alla sussistenza del fumus e del periculum
art. 181 D.Lgs. 42/2004
disciplinando i reati paesaggistici, viene interpretato dalla Corte nel senso che in area paesaggisticamente vincolata ogni intervento modificativo dell'assetto territoriale (incluse movimentazioni di terra, livellamenti, allargamenti di strade) è soggetto ad autorizzazione e la loro realizzazione senza titolo può integrare il reato
art. 734 c.p.
richiede un'effettiva alterazione/danneggiamento delle bellezze naturali; la giurisprudenza richiamata dalla Corte ritiene idonea anche la modifica parziale delle visioni panoramiche e l'alterazione estetica tale da turbare sensibilmente il godimento estetico
art. 616 c.p.p.
norma sulle spese processuali; la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento cassazionale per inammissibilità del ricorso
art. 3 d.P.R. 380/2001
richiamato in relazione agli interventi che possono essere qualificati come manutenzione ordinaria o straordinaria e che, se non rientranti tra quelli esenti, richiedono titolo abilitativo
Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n.186
richiamata in tema di determinazione della responsabilità e in ordine all'entità delle sanzioni pecuniarie; la Corte utilizza il principio per motivare l'equo compenso alla Cassa delle Ammende, pur ritenendo assente colpa grave del ricorrente
Massime di principio
- Per impugnare un provvedimento cautelare relativo a cose intestate a una società, il ricorso deve essere proposto dal legale rappresentante o da chi abbia specifica legittimazione: l'assenza di procura speciale del difensore o dell'impugnazione in qualità di rappresentante può determinare l'inammissibilità.
- La revoca del sequestro da parte del pubblico ministero rende inammissibile o privo di interesse il gravame successivo; la Corte di Cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile per sopravvenuta insussistenza dell'interesse.
- La Corte di Cassazione non riesamina il merito dei fatti o la valutazione della prova: può sindacare solo vizi di diritto e motivazione; censure basate su diversa lettura delle risultanze (merito) sono inammissibili.
- In aree paesaggisticamente vincolate, movimenti di terra, livellamenti e allargamenti di strade possono costituire interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica e titolo edilizio; la loro esecuzione senza permessi può integrare reati ai sensi dell'art. 181 D.Lgs. 42/2004 e della disciplina urbanistica.
- Per il reato di deturpamento/distruzione di bellezze naturali (art. 734 c.p.) è spesso sufficiente una modifica sensibile delle visioni panoramiche o dell'apprezzamento estetico del luogo; non è necessario un danno fisico totale se l'alterazione turba significativamente il godimento estetico.
- L'esistenza di un progetto o di dichiarazioni che indichino l'intento di realizzare opere (es. struttura balneare) può fondare il periculum di prosecuzione della condotta, giustificando misure cautelari, anche se le opere non sono ancora ultimate.
- Se il ricorso viene dichiarato inammissibile, il giudice può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, in casi valutati, a somme a titolo di ammenda equitativamente determinate; tuttavia l'assenza di colpa grave può mitigare le sanzioni accessorie.
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