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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12975/2024 del 28/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello che confermava la responsabilità per tentata estorsione. Tabaglio lamentava insufficiente e contraddittoria motivazione circa la sua conoscenza del debito di Ferrari verso i fratelli Faglia e il suo presunto coinvolgimento nell'organizzazione dell'aggressione e delle minacce, nonché mancata valutazione favorevole delle attenuanti generiche rispetto all'aggravante contestata. Faglia eccepiva la manifesta illogicità della motivazione in quanto la Corte richiamava un episodio (minaccia a Schiavi) non riportato nell'intestazione della sentenza e chiedeva la derubricazione del reato ai sensi dell'art. 393 c.p.

La decisione

Per Tabaglio Janis: il ricorso è parzialmente accolto solo con riferimento al vizio di motivazione relativo al giudizio di comparazione tra attenuanti generiche e aggravante; la Corte di Cassazione annulla la sentenza limitatamente a quel punto e rinvia ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia per nuovo giudizio su quella questione. Per il resto il ricorso di Tabaglio è dichiarato inammissibile e il giudizio di responsabilità confermato. Per Faglia Angelo: il ricorso è dichiarato inammissibile; la Corte conferma la responsabilità; Faglia è condannato al pagamento delle spese processuali e, per colpa nella proposizione dell'azione, al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen., comma 3, n. 1

    La Corte ha valutato la sussistenza dell'aggravante collegata alla presenza di più persone e ha esaminato la richiesta di prevalenza delle attenuanti generiche rispetto a tale aggravante; la mancata motivazione sul rigetto della richiesta ha costituito motivo di annullamento con rinvio.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Questa norma è stata applicata per statuire che la mancanza di motivazione del giudice di merito sul punto decisivo (comparazione attenuanti/aggravante) legittima l'annullamento con rinvio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per condannare il ricorrente (Faglia) al pagamento delle spese processuali e, avendo rilevato profili di colpa nella proposizione del ricorso inammissibile, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 393 cod. pen.

    Richiamato dalla difesa per chiedere la derubricazione; la Corte ha ritenuto invece corretta la qualificazione per estorsione poiché la minaccia era diretta a terzi (la madre della vittima) e non a chi vantava il credito, escludendo quindi la configurabilità dell'"esercizio arbitrario delle proprie ragioni".

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti o la valutazione probatoria: le censure basate su rivalutazione delle prove sono inammissibili.
  • La mancata o insufficiente motivazione del giudice di merito, in particolare nella comparazione tra attenuanti e aggravanti, è vizio idoneo ad ottenere l'annullamento con rinvio ai sensi dell'art. 606 lett. e).
  • La presenza di un fatto richiamato nella motivazione ma non riprodotto nell'intestazione dell'impugnata non costituisce automaticamente pregiudizio se il fatto era già contenuto nell'imputazione di primo grado e non è stata tempestivamente eccepita la carenza nell'atto di citazione per l'appello.
  • La derubricazione del reato a esercizio arbitrario delle proprie ragioni (o fattispecie similare) è esclusa quando la minaccia è rivolta a terzi estranei al rapporto obbligatorio tra creditore e debitore.
  • La proposizione di ricorsi inammissibili può comportare condanne alle spese e, in presenza di colpa nella proposizione, sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto bisogna valutare attentamente la fondatezza delle doglianze prima di impugnare.

Testo integrale

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