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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24463/2025 del 03/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della corte d'appello, deducendo che il mutamento del giudice nel corso del dibattimento avrebbe determinato una nullità assoluta e insanabile. In particolare sosteneva che la decisione era stata assunta da un giudice diverso da quello che aveva ammesso e assunto la prova, con conseguente violazione del principio di immutabilità del giudice e invalidità dell'intero procedimento dibattimentale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza sul mutamento del giudice. Ha osservato che la corte d'appello aveva correttamente spiegato che non si era verificata alcuna nullità, perché il giudice che ha pronunciato la sentenza aveva personalmente svolto parte dell'istruttoria e, per la parte residua, aveva acquisito gli esiti dell'attività svolta prima del mutamento di composizione dell'organo giudicante; inoltre la difesa, regolarmente presente, non aveva formulato obiezioni o richieste. La Corte ha richiamato i principi delle Sezioni Unite Bajrami in tema di efficacia dei provvedimenti di ammissione della prova e di lettura degli atti in caso di rinnovazione del dibattimento. Ne è seguita la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 525 c.p.p.

    Il principio di immutabilità del giudice richiede che il giudice che delibera la sentenza sia lo stesso che ha assunto la prova e che l'ha ammessa, ma la Corte ne applica la lettura offerta dalla giurisprudenza di legittimità, valorizzando la conservazione di efficacia dei provvedimenti istruttori non modificati o revocati.

  • art. 591 c.p.p.

    La manifesta infondatezza del motivo ha condotto alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel caso di mutamento del giudice nel corso del dibattimento, non ogni variazione della composizione del collegio determina una nullità assoluta; occorre verificare se il giudice che decide abbia comunque partecipato all'istruttoria e se gli atti già compiuti siano stati correttamente acquisiti nel rispetto del contraddittorio.
  • I provvedimenti di ammissione della prova adottati dal giudice di originaria composizione conservano efficacia se non sono espressamente modificati o revocati dal giudice subentrante.
  • In caso di rinnovazione del dibattimento per mutamento del giudice, il consenso delle parti alla lettura degli atti già assunti non è necessario quando la ripetizione di determinati esami testimoniali non abbia avuto luogo perché non richiesta, non ammessa o non più possibile.
  • La deduzione di una nullità assoluta e insanabile deve confrontarsi con la disciplina processuale e con i principi di legittimità; se il motivo è manifestamente infondato, il ricorso è dichiarato inammissibile con le conseguenze economiche previste dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processualeInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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